22 Maggio. Cibo, salute, e biodiversità. Una giornata per comprenderne le connessioni

Di Luca Rossi

Era il 22 maggio del ‘92 quando al Summit mondiale di Rio de Janeiro si iniziò a parlare del ruolo della diversità biologica come colonna portante di uno sviluppo sostenibile chiesto a gran forza fin dai primi anni 70 dalla comunità scientifica internazionale e accolto step by step dalle Nazioni Unite.

Nel 2000 è proprio l’ONU, in memoria dell’adozione del testo della Convenzione per la Diversità Biologica, a proclamare il 22 maggio Giornata Mondiale della Biodiversità, giornata che ambisce ad aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi a questa legati e che quest’anno celebra la sua ventesima edizione. La scelta del tema “Il nostro cibo, la nostra salute e la nostra biodiversità” testimonia l’urgenza di fare rete e di aumentare la consapevolezza sull’impellenza di un cambiamento nello stile di vita e nelle abitudini alimentari di un’umanità in rapida espansione, le cui modalità per il soddisfacimento dei bisogni non possono prescindere dalla tutela delle risorse, rinnovabili e non.

Le foreste di tutto il mondo custodiscono l’80% di tutta la biodiversità terrestre, più di 60.000 specie vegetali, e cibo, riparo, energia e reddito per più di un miliardo di persone.

Parlare di biodiversità e di risorse forestali oggi significa impegnarsi nella loro gestione con un approccio proattivo e propositivo. I boschi, insieme ai mari, emblemi di biodiversità, in molte parti del Pianeta sono spesso oggetto di sovrasfruttamento, in disequilibrio con la poca disponibilità del privato cittadino ad essere a supporto e a sostegno delle esternalità positive che da questi ecosistemi vengono generate.

Le dinamiche politiche e le leggi di mercato che regolano gli equilibri della società civile sono intrinsecamente affetti da asimmetrie informative che alterano la distribuzione di costi e benefici, della ricchezza, delle informazioni e dei diritti socio-economici, con effetti particolarmente ampi ed evidenti quando si parla di risorse naturali; a questo proposito i riconoscimenti e le certificazioni sono validi strumenti di tutela dei soggetti più deboli e vulnerabili, uomini, animali e piante. I numeri della certificazione di gestione forestale sostenibile in Italia e in tutto il mondo testimoniano un trend in crescita del livello di attenzione che i consumatori informati e responsabili pongono alla provenienza dei prodotti che acquistano, facendosi fautori delle conseguenti scelte dei produttori.

Segnali di rallentamento della deforestazione arrivano anche dai dati dell’ultimo Report della FAO sulle Risorse Forestali (http://www.fao.org/forest-resources-assessment/2020/en/); si stima che dal 1990 siano stati persi 420 milioni di ettari di foreste in tutto il mondo a causa della deforestazione, ma il tasso di perdita delle foresta è notevolmente diminuito. Nel periodo 2015-2020 infatti, il tasso annuale di deforestazione stimato è di 10 milioni di ettari, in calo rispetto ai 12 milioni del periodo 2010-2015.

Ulteriori approfondimenti da parte dell’ONU sulla Giornata della Diversità Biologica sono disponibili al link https://www.un.org/en/observances/biological-diversity-day.

Autore dell'articolo: Redazione

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