60 milioni di alberi, da piantare e curare, con lo sguardo anche alla gestione dei boschi esistenti!

Di Antonio Brunori
PEFC Italia, insieme ad altre 10 associazioni ed enti del settore forestale e ambientale, ha aderito alla proposta lanciata dalla Comunità “Laudato sì” di contrastare la crisi climatica in atto, cioè piantare 60 milioni di alberi, uno per ogni italiano. La proposta è appoggiata da Stefano Mancuso (Direttore LINV), Carlo Petrini (Presidente Slow Food) e dal Vescovo di Rieti, Domenico Pompili. Questa proposta ha subito avuto l’adesione di centinaia di figure, tra privati e organizzazioni pubbliche, come si può vedere dal sito dell’iniziativa: http://www.60milionidialberi.it/
Istituzioni, Associazioni, Imprese e tecnici che hanno aderito all’appello si sono dati appuntamento a Novembre a Palermo (Congresso SISEF 2019) per avviare un percorso scientifico, tecnico e operativo adatto a contrastare la crisi climatica non solo attraverso la corretta piantagione di alberi, ma anche con la gestione sostenibile di quelli che già sono presenti nei boschi, nelle aree urbane e periurbane italiane. Infatti, secondo PEFC Italia e gli aderenti all’appello, questa proposta deve essere necessariamente preceduta da una serie di riflessioni fondamentali come: il dove piantare (non in montagna, ma in pianura e nelle città, cioè là dove è più necessario e dove manca la copertura arborea), con quali specie arboree (sicuramente con genotipo locale e adatto ai suoli e al clima dove si intende piantare), con quali tecniche e criteri operativi, con che tempistiche e con quale manovalanza. Indispensabile poi è la logica della gestione successiva all’impianto, per evitare che ci sia moria delle piantine e per garantirne una crescita equilibrata nel tempo.
Rimane il punto però che il piantare alberi non deve distogliere l’attenzione dai grandi temi della selvicoltura italiana, che sono l’abbandono colturale, la sottoutilizzazione del bosco, il monitoraggio della gestione (con dati nazionali credibili). PEFC Italia si impegna ad approfondire il contributo che il bosco può dare nel contrasto al cambiamento climatico, come la ricostituzione dei boschi distrutti da Vaia, il miglioramento e l’aumento del legno in bosco, lo stoccaggio della CO2 nel legno strutturale.
Chi è interessato a dare il proprio contributo può aggiungersi al gruppo iniziale, cioè SISEF, AIEL, CONAF, Compagnia delle Foreste, Coordinamento Forestale dell’Alleanza delle Cooperative italiane, CREA PB, e CREA FL, FSC Italia, PEFC Italia, Legambiente, WWF e UNCEM: le porte sono aperte, poiché la sfida è grande e abbiamo bisogno di tutti. Per aderire: http://www.60milionidialberi.it/

 

Autore dell'articolo: Redazione

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