A tre anni dalla tempesta Vaia, PEFC e Adaptation.it lanciano il webdoc “Trentino”

Di Alessio Mingoli

Sono passati già tre anni, ma è ancora vivo nei ricordi di tantissimi il dramma della tempesta Vaia che ha colpito una vasta area alpina dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h che hanno distrutto 42.500 ettari di foreste. In questo scenario però, in molti hanno unito le forze e lavorato insieme per uscire da questa situazione e cercare di “adattare” per quanto possibile questi territori al cambiamento climatico, per evitare altri eventi del genere in futuro. 

Di questo e non solo parla il webdoc sul Trentino presentato da PEFC Italia e Adaptation.it.

Nato per documentare la convivenza tra l’uomo, la tecnologia e la natura nell’era della crisi climatica, il progetto Adaptation è un webdoc che, attraverso storie di “constructive journalism” mette in evidenza le soluzioni trovate dalle comunità per resistere agli eventi meteo-climatici estremi. Il nuovo capitolo dedicato al Trentino è online e visionabile gratuitamente e su Adaptation.it dal 26 ottobre, proprio nella settimana in cui ricorreva il terzo anniversario della tempesta Vaia.

Negli scorsi mesi il giornalista scientifico Marco Merola, ideatore del progetto giornalistico internazionale Adaptation, si è recato, con il supporto di PEFC Italia, nei luoghi della tempesta ed ha intervistato esperti dell’Università di Trento, imprenditori e rappresentanti delle comunità locali, proprietari dei boschi abbattuti e gestori forestali. Un “viaggio” illuminante, grazie al quale è oggi possibile raccontare un territorio che non ha mai smesso di lavorare per diventare più forte e consapevole di prima. 

“Il Trentino è stata una delle aree più danneggiate, anche a livello economico, da Vaia, ma è stata in grado di mettere in atto sin da subito una strategia di adattamento e ripristino. Allo stesso tempo, ha iniziato una riflessione sulle scelte compiute in passato, comprendendo ancora di più l’importanza della gestione forestale attiva”, sottolinea Francesco Dellagiacoma, Presidente del PEFC Italia.

“Come PEFC Italia ci siamo mossi da subito nel post Vaia creando la Filiera Solidale PEFC, unico sistema e logo pensato per sostenere le zone colpite dalla tempesta tramite il recupero del legno proveniente dalle piante abbattute da Vaia”.

La sfida del prossimo futuro, per i trentini, sarà quella di adattarsi agli eventi meteoclimatici sempre più estremi che potrebbero colpire il territorio. Venti forti ma anche piogge, gelate tardive improvvise o prolungate siccità. Per questo enti pubblici, privati e Università stanno sperimentando soluzioni altamente innovative. Nella puntata “Trentino” viene evidenziato il problema dei boschi monocolturali di abete rosso, il legno più utilizzato, dall’edilizia agli strumenti musicali, che hanno confermato la loro fragilità dinanzi ad eventi estremi originati dal cambiamento climatico. Pianificatori forestali ed esperti di selvicoltura hanno infatti consigliato di incrementare la biodiversità e non ripiantare tutti gli alberi abbattuti.

La tempesta – emerge dal documentario – ha anche insegnato come solo una comunità veramente coesa possa adattarsi rapidamente a scenari non prevedibili. Le popolazioni che si sono trovate a gestire milioni di metri cubi di legname abbattuto hanno saputo creare nuovi mercati e investire in usi altamente sostenibili per il “legno di Vaia”, anche grazie ad iniziative come la “Filiera Solidale PEFC”, come testimonia il grattacielo di nove piani costruito a Rovereto, la più alta e imponente costruzione in legno mai realizzata in Italia.

Adattamento è la risposta per continuare a sperare e progredire e anche per questo la certificazione forestale PEFC lo ha tra le proprie strategie selvicolturali.

Autore dell'articolo: Redazione

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