Dipingere le foreste per provare a salvarle. Jelly Green e la sua missione artistica

Di Alessio Mingoli
In un epoca in cui il patrimonio forestale di tutto il mondo è minacciato dalla deforestazione, dal cambiamento climatico, dalla siccità, da un numero sempre crescente di incendi dolosi, devastato dall’agricoltura intensiva e dalle piantagioni di monoculture, in sofferenza per carenza di insetti e trasformazione dell’habitat e troppo spesso mal gestite, Jelly Green, pittrice ventisettenne inglese, ha deciso di mettere al servizio della causa il proprio talento, realizzando quadri che ritraggono proprio le foreste in questione e destinando tutti i proventi alla salvaguardia delle stesse.         
È cominciato tutto in Brasile. L’artista britannica ha trascorso infatti due mesi in piena foresta amazzonica, in un habitat ricco di vita, colori e biodiversità. Cercava immagini per la mente, il vero isolamento e il contatto con la natura: ha vissuto in una casa sull’albero senza elettricità, wi-fi o distrazioni nel Brasile centrale e il villaggio più vicino era a 18 chilometri di distanza. Quel luogo è diventato il posto ideale per ritrarre la natura: lì ha cominciato a dipingere enormi quadri in cui raffigurava flora e fauna, “misteriosa e bellissima”, una foresta lussureggiante impressa su tela e destinata a sparire.
Con i primi guadagni, circa 10 mila sterline, sono stati acquistati dei terreni vicino a Rio de Janeiro con l’obiettivo di proteggerli. “Qualcosa di minuscolo nella scala delle cose, ma è ciò che potevo fare” ha detto la pittrice. Grazie poi a una mostra tenuta a Londra, i fondi sono stati destinati a Regua, ONG brasiliana che ha piantato 500 mila alberi negli ultimi 20 anni.    
Nel frattempo la pittrice continua a viaggiare e dipingere foreste da Australia e Nuova Zelanda fino allo Sri Lanka e altre aree del Sud Est asiatico.
Nel Borneo ha raccontato lo shock di aver visto oranghi, scimmie, elefanti e pitoni “riversarsi sulle coste” a bordo delle foreste: “Pensavo fosse fantastico, finché le guide locali non mi hanno spiegato che gli animali stavano solo fuggendo dalla devastazione delle piantagioni di olio da palma, non avendo altro posto dove andare”. Così con il tempo, osservando la devastazione dei boschi nel mondo, Jelly ha cominciato a dipingerle anche da incendiate, mostrandone la fragilità.       
Intanto la missione della pittrice continua, dipingendo sempre nuovi ambienti per cercare di fare la propria parte. L’arte ancora una volta si fa strumento di salvaguardia ambientale ma soprattutto veicolo efficacissimo di comunicazione e diffusione di tematiche da risolvere in modo quanto mai urgente.

Alcuni quadri dal suo profilo instagram:

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Autore dell'articolo: Redazione

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