Festival Cinematografico delle Foreste 2021. Ecco tutti i premiati

Di Alessio Mingoli

Oggi torniamo a parlarvi del concorso cinematografico internazionale dedicato al mondo forestale, che anno dopo anno cresce ed allarga la sua proposta.      
Per chi non lo conoscesse, il Festival Cinematografico delle Foreste desidera sensibilizzare il pubblico sul valore che rivestono le foreste di tutto il mondo per la vita dell’uomo, oltre che promuovere la conoscenza delle esperienze culturali e non che le foreste sono in grado di offrire, avvalendosi del punto di vista di registi provenienti da tutto il mondo. 
Il festival è organizzato dalle associazioni “Montagna Italia” e “Climarte” e in collaborazione con Comune e Provincia di Bergamo, ERSAF e PEFC Italia, con il sostegno del Consiglio Regionale e della Camera di Commercio di Bergamo.

Anche quest’anno la rassegna è inserita in un programma di iniziative dedicate alla promozione dell’ambiente delle foreste denominato “Settimana delle Foreste” (svoltasi dal 14 al 21 novembre a Bergamo) sempre in collaborazione con Comune e Provincia di Bergamo e con ERSAF. 

Ma veniamo ai premiati:     

Il vincitore è “Schianti“, un corto di Tobia Passigato, registrato in Italia.    
La Giuria ha assegnato il primo premio del Festival al “prezioso documentario che, attraverso le testimonianze di esperti, ricostruisce le vicende causate dalla tempesta Vaia che nell’autunno 2018 ha colpito le valli delle Alpi orientali causando danni incalcolabili sia sull’ambiente sia sull’economia locale”.

Menzione per “La via del bosco” di Regione Piemonte – Settore Foreste.          
L’Organizzazione ha premiato con una menzione il documentario del quale vi avevamo già parlato tempo fa. Si tratta del racconto dell’alleanza tra uomo e foresta, mostrando una giornata di lavoro di tre professionisti forestali, “mettendo al centro la passione per quello che fanno, si aiuta lo spettatore a comprendere l’importanza di una gestione forestale sostenibile mettendo in luce aspetti spesso dati per scontati e di quanto il bosco influenzi la vita di tutti noi”.

Menzione per “Traces” di Sébastien Pins del Belgio. 
La Giuria ha riservato una menzione speciale al film “Traces” a detta della Giuria per “aver saputo raccontare, con poesia e vividezza, il duro lavoro dei boscaioli e il rapporto tra generazioni, dove i giovani sono chiamati ad ereditare una professione famigliare con orgoglio e passione”.

Menzione per “Out of range” di Yijia Cao, Lana Choukroune, Cécile Guillard della Francia. 
La Giuria riserva una menzione speciale anche al film “Out of Range”, titolo che nel mondo digitale, indica un errore, un momento in cui tutti i parametri sfuggono al controllo di un programmatore e in cui scatta, automaticamente, la protezione del dispositivo. Secondo la giuria “questo corto di animazione mostra, con delicatezza, la storia di Sue, una donna che vive solo per il proprio lavoro, finché un guasto non la porterà, improvvisamente, a perdersi in una foresta. Lì, immersa nella natura e lontana da ogni connessione con la frenesia del mondo a cui era abituata, potrà riscoprire veramente sé stessa”.

Riconoscimento alla spedizione Equipe sans Maison per la realizzazione di “Spirito Mapuche” di Claudio Tessarolo, Italia.    Si tratta, secondo gli organizzatori del Festival di “un viaggio alla scoperta di una cultura antichissima, mettendo in luce l’anima del popolo indio sudamericano dei Mapuche, le loro battaglie per la salvaguardia di luoghi vitali per l’umanità intera e per il riconoscimento dei loro fondamentali diritti umani”.

Premio speciale programma TV a PresaDiretta RAI con il report su “Guerra all’Amazzonia” di Riccardo Iacona e Marcello Brecciaroli. Si tratta di un documentario sulla Foresta Amazzonica che sta lentamente morendo nel silenzio generale. Di fatto è “un viaggio attraverso il Brasile per raccontare come gli incendi dolosi, il disboscamento illegale, le amnistie e lo smantellamento della polizia ambientale, stiano contribuendo a dare il colpo di grazia all’ecosistema amazzonico. Migliaia di chilometri quadrati di foresta vergine scompaiono ogni anno grazie a latifondisti agricoltori e allevatori sostenuti dalle politiche del presidente Jair Bolsonaro”.

Autore dell'articolo: Redazione

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