Finalmente i dati dell’Inventario Forestale 2015, strumenti per la gestione forestale sostenibile

Di Antonio Brunori

I dati dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio (INFC 2015) realizzato dall’Arma dei Carabinieri con il supporto scientifico del CREA sono finalmente pubblici. Dopo anni d’attesa è stato presentato il documento che sintetizza l’indagine campionaria periodica finalizzata alla conoscenza della qualità e quantità delle risorse forestali del Paese, fonte di statistiche forestali a livello nazionale e regionale.

La superficie boschiva nazionale è aumentata in 10 anni di circa 587.000 ettari per un totale di 11.054.458 ettari pari al 36,7% del territorio nazionale italiano. La biomassa forestale è aumenta del 18,4%. Questi dati confermano la tendenza alla crescita dei boschi italiani che è in atto ormai da oltre 80 anni. I nuovi boschi si espandono nelle superfici lasciate libere dall’agricoltura, ma i boschi esistenti continuano a crescere, dimostrando un basso impatto dell’uomo sugli ecosistemi forestali italiani e un alto stato di tutela, come indicano le percentuali di foreste interessate a oggi da vincolo idrogeologico (oltre 80%) e da forme di protezione della biodiversità (3,5 milioni di ettari ricadono in aree protette, pari al 31.8% della superficie forestale nazionale). 

L’Inventario evidenzia che il surriscaldamento globale mette le foreste sotto pressione, come dimostra l’aumento dei danni da siccità, da gelate tardive, oltre ai disturbi eccezionali da incendi e da vento registrati dalle foreste italiane (il 4,3% della copertura forestale ha danni superiori al 30%). INFC elenca in ordine di importanza le principali cause di danno: parassiti e malattie causate da insetti, funghi, batteri, micoplasmi e virus (33,8% delle cause), eventi climatici estremi quali tempeste di vento, alluvioni, nevicate molto abbondanti (26,5%) e incendi del soprassuolo e del sottobosco (rispettivamente 20,7% e 1,9%).

In Italia le superfici forestali sono in prevalenza di proprietà privata (63.5%), sia a livello nazionale sia nella maggior parte delle regioni ad eccezione di tre (Trentino, Abruzzo e Sicilia) in cui prevale la proprietà pubblica, mentre in altre tre (Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania) la prevalenza della proprietà privata è meno marcata. Il tipo di proprietà privata prevalente a livello nazionale è quella individuale, che interessa oltre i tre quarti del bosco, mentre i boschi pubblici sono in prevalenza di proprietà comunale o provinciale.

Da un punto di vista selvicolturale e pianificatorio, scopriamo che i tipi colturali afferenti al ceduo e alla fustaia occupano all’incirca la stessa percentuale della superficie dei boschi italiani, rispettivamente il 42.3% e il 41.9% del totale (la restante % è rappresentata da tipi colturali speciali o non definiti). Il 56,8% delle superfici dei cedui si trovano nello stadio di sviluppo adulto; lo stadio preponderante per le fustaie è quello giovane-adulto con una percentuale del 60%. 

La percentuale di superficie boschiva dotata di piani particolareggiati è abbastanza limitata sul territorio nazionale (il 15,3%) e molto variabile tra le diverse regioni, con una differenza generalmente marcata tra quelle del Nord e le restanti. A fronte di una limitata pianificazione di dettaglio, la percentuale di superficie del Bosco sottoposta alle Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale (PMPF), e quindi ad un sistema autorizzativo dei tagli, è particolarmente elevata, sia a livello nazionale (86.5%) sia regionale. Proprio a livello regionale, solo in due casi la percentuale di superficie di “bosco” sottoposta alle prescrizioni si attesta sotto il 79%, ma in uno di essi (il Trentino) la norma è sostituita da altre analoghe a valore provinciale e più del 75% della superficie del “bosco” è gestita secondo le indicazioni dei piani di assestamento forestale. Sul 37,4% della superficie forestale, non si registra alcun intervento.

Tutte queste informazioni sono una base indispensabile per conoscere il nostro patrimonio forestale, ma anche per comprenderne la sua evoluzione e per guidare le politiche di gestione sostenibile. Per tale motivo gli inventari forestali dovrebbero essere svolti con frequenza e tempestività annuale, fornendo dati con una periodicità che sia utile a monitorare il risultato delle attività gestionali e di tutela del territorio messe in atto. Tra queste, sicuramente vi è la certificazione forestale.

Informazioni di dettaglio sono reperibili nel sito del CREA al link: www.crea.gov.it/-/ambiente-foreste-per-il-clima-dati-nuovo-inventario-nazionale-forestale-e-dei-serbatoi-di-carbonio-carabinieri-all4climate-milano-29-30-settembre

Autore dell'articolo: Redazione

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