Fonti controllate PEFC: cosa sono e vantaggi

Di Giovanni Tribbiani

Già nello standard 2010 il PEFC ha introdotto la dichiarazione PEFC: “Fonti Controllate PEFC” e il nuovo standard 2020 rafforza il concetto e la definizione di fonte controversa, ma non tutti hanno ancora chiaro il significato di questa dichiarazione e le implicazioni per la certificazione PEFC.

Questa dichiarazione può essere utilizzata per tutti i prodotti per i quali è stato applicato il Sistema della Diligenza Dovuta (DDS) PEFC, dimostrando che si è “esercitata la diligenza dovuta”. Quindi l’azienda che applica la DDS PEFC, con tale dichiarazione può comunicare al proprio cliente che il materiale ha già superato i controlli ed è considerato fonte controllata e non deve fare a sua volta la Due DIligence.

Poiché la DDS PEFC è in linea con i requisiti EUTR per la diligenza dovuta, questa è in grado di dimostrare anche la conformità del prodotto con l’EUTR, essendo la DDS PEFC ancora più stringente prendendo in considerazione anche criteri ambientali e sociali e non solo la legalità come l’EUTR. Questo significa che essendo materiale controllato e avendo quindi a disposizione la documentazione, automaticamente si hanno i documenti per svolgere anche la DDS per l’EUTR. Ricordiamo che le certificazioni forestali sono strumenti volti alla minimizzazione del rischio, non dei lasciapassare che evitano la DDS dell’EUTR.

La DDS PEFC consente alle aziende certificate PEFC che riescono a classificare il materiale non certificato come a “Rischio trascurabile”, di utilizzare tale materiale in prodotti certificati PEFC come fonte controllata PEFC. Inoltre un’azienda certificata PEFC per la catena di custodia, applicando la separazione fisica, può vendere prodotti con la dichiarazione “Fonti controllate PEFC” e chi li acquista non necessita di ripetere la DDS su materiale con questa dichiarazione.

Catena di custodia e sistema della diligenza dovuta in pratica

Siccome il materiale con la dichiarazione “Certificato PEFC” e “Fonte Controllata PEFC” rappresenta un “rischio trascurabile”, non c’è bisogno di effettuare nuovamente la valutazione del rischio. In questo caso il DDS comporta poco più che dare (accesso alle) informazioni sulle specie arboree e l’origine delle proprie forniture. L’unica condizione è l’assenza di qualsiasi “motivata preoccupazione”.

Per qualsiasi altro materiale ricevuto senza dichiarazione PEFC è necessario effettuare l’analisi del rischio. In caso di rischio trascurabile, queste forniture possono essere utilizzate come “altro materiale” nella propria catena di custodia, insieme alle forniture provenienti da Fonti Controllate PEFC.

Queste possono essere mischiate con materiale certificato in prodotti X% certificati PEFC e/o utilizzati per vendere prodotti con la dichiarazione “Fonte controllata PEFC”. Siccome le forniture consegnate con la dichiarazione “Fonte Controllata PEFC” sono considerate come “altro materiale”, queste non possono essere vendute come certificate PEFC né essere contate per la percentuale certificata.

Vantaggi e applicazioni

Acquistare o vendere materiale dichiarato “Fonte controllata PEFC” permettere di immettere nella propria catena di custodia e in prodotti PEFC, materiale che è stato controllato e ha passato la DDS PEFC risultando a rischio trascurabile. Questo evita ulteriori controlli da parte del cliente sul materiale acquistato che può utilizzare per realizzare un prodotto certificato PEFC. Questo rappresenta un vantaggio per quelle aziende che non trovano materia prima certificata da unire a prodotti certificati (ad esempio legni africani da usare in pannelli multistrato).

Un’azienda poi che commercia legname da boschi non certificati, magari italiani, con la propria catena di custodia e applicando la DDS PEFC può immettere sul mercato legname dichiarato fonte controllata PEFC.

Il materiale “Fonte controllata PEFC”, non essendo certificato ma solo controllato, non può essere marchiato con il logo PEFC.

Autore dell'articolo: Redazione

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