Foresta di Cadibona (SV) certificata PEFC per la Gestione Sostenibile

Di Luca Rossi   

Per il patrimonio boschivo ligure il 2022 inizia all’insegna della sostenibilità ambientale, con l’ottenimento, a fine gennaio, della certificazione di Gestione Forestale Sostenibile PEFC per la Foresta Regionale Demaniale di Cadibona (SV).

Gestiti da un’Associazione Temporanea di Imprese locali guidate da BIO. & COM. S.A., i 220,46 ettari di castagno e faggio (con piccole aree di altre specie, compresi vecchi rimboschimenti), sono stati ritenuti conformi da CSI alla certificazione di gruppo GFS PEFC per la produzione di tronchi, legna da ardere e sottoprodotti del taglio.

Nella fattispecie, le imprese aderenti all’ATI sono BIO. & COM. Società Agricola, ESSE.CI. Legnami S.a.s. di Scarzello Nicola & C, Val Bormida Pali Società Cooperativa, Gilardo Simone e Maglio Paolo, ognuno per la sua superficie di competenza, tutte ricadenti nel comune di Savona. 

Situata lungo un’antica via romana, la foresta di Cadibona rappresenta la parte residuale del “Bosco di Savona”, che fino al XII secolo era stato di proprietà dei Marchesi del Carretto. Sfruttata per molti secoli per le risorse di legname, fu posta sotto tutela nel 1871 quando fu inserita tra le prime 21 foreste dichiarate inalienabili dal giovane Stato Italiano, tra cui, le più note, Vallombrosa e Camaldoli in Toscana, e Somadida e Cansiglio in Veneto. A lungo gestita dal Corpo Forestale dello Stato, oggi è di proprietà della Regione Liguria ed è caratterizzata da una certa varietà di specie forestali con maggiore rappresentatività di castagno, faggio, e rovere, variamente consociati. Numerose altre specie, alle diverse quote, completano lo scenario forestale: carpino, orniello, ciliegio, acero, tiglio, cerro, sorbo, nocciolo, leccio, e ontano, alle quali si aggiungono ulteriori specie introdotte negli anni con i rimboschimenti. 

Una foresta ricca di biodiversità, a pochi passi dal mare, che negli anni ’90 è stata inserita di diritto tra i siti della Rete Natura 2000 (SIC IT322326), lembo residuo piuttosto limitato della foresta originaria, al quale è stata riconosciuta la particolarità di riassumere, in un contesto tanto ristretto, i multiformi aspetti che la copertura forestale può assumere sul territorio ligure. Dal punto di vista della biodiversità si segnala, oltre alle specie arboree già citate, la presenza del cerrosughera (Quercus x crenata), e di due interessanti coleotteri carabidi, il Carabus solieri liguranus e il Carabus italicus italicus

Autore dell'articolo: Redazione

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