Foreste e Biodiversità: il perché di un numero speciale

Di Francesco Dellagiacoma
Sabato 21 marzo è la Giornata internazionale delle foreste e nel 2020 la Giornata è dedicata alla biodiversità, tema al quale il PEFC Italia dedica questo numero speciale; sarà un numero aperto a figure importanti del panorama italiano per approfondire il tema della tutela della biodiversità attraverso la gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale. Ma perché parlare di gestione forestale e di tutela di biodiversità? Il bosco è l’ecosistema verso cui evolve gran parte della superficie terrestre se lasciata a evoluzione naturale, a cui agricoltura e infrastrutture hanno sottratto ampie superfici, e continuano a farlo in tutti i continenti con esclusione dell’Europa nella quale l’abbandono di superfici agricole marginali sta invece portando ad una significativa espansione del bosco, in particolare nei paesi meridionali. 
Oggi l’Italia ha una copertura forestale superiore a quella di Germania e Francia, anche se non ne ha la consapevolezza. Nelle aree montane oltre il 50% del territorio è coperto da bosco.  E in genere si tratta di boschi naturaliformi: formati da specie naturalmente presenti, con una certa irregolarità (età diverse) e crescente quota di latifoglie, che oggi si rinnovano quasi esclusivamente naturalmente, anche se risentono delle trasformazioni passate che hanno favorito alcune specie di conifere. 
Il bosco ospita una fetta importante di biodiversità naturale, ma una parte è legata anche ad ambienti prativi e di margine: questo richiede una politica attenta che non punta all’evoluzione naturale ovunque, ma capace di individuare e conservare le aree di maggior importanza dal punto di vista della biodiversità (i prati aridi, le radure, le aree con bassa copertura); da non confondersi con la nostalgia di un passato che non può essere ricostruito come era (la pulizia del bosco: si trattava in realtà di un bosco più povero e meno naturale). È necessaria una gestione sapiente per salvaguardare le diverse funzioni che il bosco svolge, alcune indispensabili ma tutte utili per la nostra società. 
Oggi il bosco oltre alle tradizionali minacce delle trasformazioni in altri usi (infrastrutture, agricoltura, turismo, frammentazione) è esposto anche a quella del cambiamento climatico, che introducendo rapidi cambiamenti nel giro di decenni può mettere in difficoltà i boschi che si sono formati 100-150 anni fa: è assolutamente necessario limitare il riscaldamento, monitorare attentamente gli effetti, valorizzare la variabilità genetica delle specie (con la rinnovazione naturale), mettendosi nelle condizioni di poter intervenire efficacemente in caso di crisi (tempeste rovinose, attacchi parassitari). È una situazione nuova in cui non ci sono soluzioni pronte. La certificazione forestale è uno strumento di verifica della gestione (gestita da un sistema indipendente) e di comunicazione fra proprietari, imprese della filiera e opinione pubblica, che può dare un contributo importante in questa situazione, creando le condizioni per la promozione del legno sostenibile e locale, tutelando allo stesso tempo il lavoro in montagna e la biodiversità.

Autore dell'articolo: Redazione

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