Giornata mondiale delle api, il PEFC festeggia con attività in campo

Di Alessio Mingoli

Da sempre vi raccontiamo di notizie, eventi e curiosità che ruotano intorno al mondo forestale. Oggi vogliamo andare alla radice, parlandovi di un piccolo insetto impollinatore grazie al quale le nostre foreste esistono, vivono e si riproducono. Stiamo ovviamente parlando delle api e della giornata mondiale del 20 maggio a loro dedicata, indetta nel 2017 dalle Nazioni Unite. 

La risoluzione ha tenuto conto in particolare del rapporto di valutazione tematico sugli impollinatori che ha portato alla luce il declino delle api e degli altri impollinatori, stimando che un numero crescente di specie in tutto il mondo sia sull’orlo dell’estinzione a causa di diversi tipi di pressione, molti dei quali prodotte dall’uomo. Tantissime le cause, come ad esempio: distruzione, degradazione o frammentazione degli habitat, inquinamento (in particolare da pesticidi), cambiamento climatico e diffusione di specie aliene invasive, parassiti e patogeni. Giornate come questa diventano fondamentali per riportare all’attenzione di cittadini, media e decisori l’importanza delle api e degli impollinatori tutti sul futuro della sicurezza alimentare oltre che per la sopravvivenza di interi ecosistemi.

Tra gli impollinatori, le specie del genere Apis sono le più numerose: oltre 20.000 in tutto il mondo, gran parte delle quali selvatiche. La più popolare è senza dubbio l’ape domestica, nome scientifico Apis mellifera, conosciuta nel mondo come ape italica. Il valore di questa specie, originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, è legato oltre che al servizio d’impollinazione anche alla produzione di miele, cera, propoli e pappa reale.          
In Italia, gli apicoltori censiti al 2020 erano 65.000, in costante aumento.  In aumento è anche il numero degli alveari (1.950.000 unità nel 2020), con una produzione di miele stimata in circa 25.000 tonnellate.

C’è ovviamente un fortissimo legame tra foreste e miele. Le arnie in bosco infatti, aiutano la vegetazione aggiungendo importantissimi impollinatori, il miele ne guadagna in qualità e il suo gusto è molto influenzato dal tipo di piante presenti in zona dando vita ad una serie infinita di tipologie di miele e altri sottoprodotti.        
In quest’ottica quindi diventa importante comprendere anche questi aspetti nella gestione sostenibile delle nostre foreste. PEFC Italia dalla sua ha messo in campo diversi progetti a riguardo come ad esempio quello del primo miele certificato con catena di custodia PEFC proveniente dalle foreste del Cansiglio e realizzato da Rigoni di Asiago. Inoltre, “Casa delle api” in Val di Sole (Trentino) e “Legni per Api” della Falegnameria Legni, azienda costruttrice di arnie in provincia di Forlì-Cesena, hanno realizzato arnie con legno certificato PEFC.    

Le api sono inoltre degli affidabilissimi organismi di monitoraggio dell’ambiente: poter analizzare la loro opera in modo puntuale e preciso ci permette di utilizzarle come indicatori trasversali di dati ambientali. Per questo l’associazione “Pro Ponte” di Ponte San Giovanni (Perugia) ha deciso, col patrocinio del PEFC Italia e di A.E.S. Apicoltura Etica e Solidale, di avviare un progetto di monitoraggio ambientale attraverso l’adozione di un apiario con tre alveari con colonie di api italiane autoctone di Apis mellifera ligustica certificate. Le arnie utilizzate dal progetto sono anch’esse in legno certificato Pefc, modello “TopBar” Biodiversity Friend Beekeeping, prodotte da “Legni per Api” su progetto tecnico-scientifico di World Biodiversity Association onlus (WBA), socio di PEFC Italia. L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare la popolazione sullo stato di salute del proprio ambiente avendo le api come sentinelle. Per coinvolgere maggiormente la collettività con tempistiche rapide, nel 2022 si è pensato di automatizzare alcune delle informazioni fornite dalle colonie di api e di rendere partecipi i concittadini sulle risultanze di questa attività attraverso la integrazione di sensori nelle arnie che permettano via internet collegamenti giornalieri (via WhatsApp), informando chiunque desideri collegarsi a questa centralina di monitoraggio vivente informazioni sulle condizioni interne alle arnie monitorate, sul numero di voli, sullo stato di salute della famiglia, ecc. E’ nato così il progetto “WhatsApi”, che ha lo scopo di monitorare giornalmente e periodicamente – grazie a campionamenti chimici da svolgersi due volte l’anno – lo stato dell’aria attraverso la raccolta degli inquinanti che le api fanno nella loro azione di volo per raccogliere nettare e polline. Il progetto è finanziato dal bando “UniverCity” all’interno del programma Erasmus+ dell’Unione Europea coordinato in Italia da Psiquadro, impresa sociale di comunicazione della scienza con la collaborazione e il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Perugia e l’Università degli Studi di Sassari.

Insomma, il futuro dell’ambiente naturale e delle nostre città dipende anche dalle api. Importante sarà incentivarne la presenza, sostenendo anche il mondo dell’apicoltura, acquistando miele certificato e premiando aziende che facciano scelte virtuose scegliendo attrezzature certificate o operando in aree gestite in maniera sostenibile.  

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