Il Decreto Rilancio richiama i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Legno certificato per poter accedere al Superbonus 110%

Di Luca Rossi   

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 (n. 34), il DL Rilancio prevede “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/19/20G00052/sg.

In molti, tra settore pubblico e privato, si stanno muovendo per approfittare di questi fondi messi a disposizione. Gli interventi per i quali è prevista l’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, conosciuta come Superbonus, sono l’efficientamento energetico degli edifici, le riparazioni dei danni da sisma, l’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Queste nuove misure si aggiungono alle detrazioni già previste dal Sismabonus e dall’Ecobonus.

Tra i requisiti indispensabili per poter accedere a questo rimborso, al comma 1 dell’articolo 119 del suddetto decreto, viene indicato che “I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi (ndr. CAM) di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della salute del territorio e del mare dell’11 ottobre 2017”, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/06/17A07439/sg. Il legno non fa eccezione.

Al punto 2.4 del decreto sui CAM, Specifiche tecniche dei componenti edilizi, viene indicato che “per materiali e prodotti costituiti di legno o in materiale a base di legno, o contenenti elementi di origine legnosa, il materiale deve provenire da boschi/foreste gestiti in maniera sostenibile/responsabile o essere costituito da legno riciclato o un insieme dei due”.

I progettisti dovranno quindi scegliere prodotti recanti certificazione rilasciata da organismi di valutazione delle conformità, che garantiscano il controllo della Catena di Custodia in relazione alla provenienza legale della materia prima legnosa e da foreste gestite secondo gli standard PEFC o FSC.

La logica finora applicata alle procedure di Green Public Procurement (GPP) per le pubbliche amministrazioni, trova applicazione anche nel settore privato nella gestione dei fondi pubblici messi in campo per far fronte agli effetti della pandemia, a conferma di norme e linee guida dettate da politiche comunitarie e nazionali attente alla sostenibilità ambientale e sociale.

Autore dell'articolo: Redazione

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