Il mercato del legno nel 2021

Di Francesco Dellagiacoma

Il mercato dell’edilizia ha vissuto una fase di forte ripresa e, come in altri settori, ci sono state delle difficoltà di approvvigionamento di molti prodotti, che hanno generato fortissimi rialzi e difficoltà di fornitura dei prodotti: c’è stato un periodo in cui l’incertezza era massima ed era difficile fissare dei prezzi. Questa situazione è ben rappresentata dall’andamento dei prezzi alla borsa di Chicago, dove il prezzo è quello dei segati (dollari per 1.000 piedi cubi. 1.000 $ corrisponde a 384 €/mc): le oscillazioni del prezzo nel periodo della pandemia rispetto al periodo 2012-2020 sono enormi: una fiammata nel 2020 e oscillazioni ancora maggiori nel 2021. Il prezzo dipende da domanda (elevata) e dalle difficoltà di fornitura (scarsità di prodotto, mano d’opera, tempi di aggiustamento).

Per il legno tondo le oscillazioni sono molto inferiori: il mercato austriaco (forte industria di segagione) ha avuto un periodo di progressiva riduzione a partire dal picco dell’inverno 2013-14, che si accentuato dal 2017 (bostrico in Europa centrale, Vaia). La ripresa è iniziata nell’autunno 2020 e ha portato rapidamente a superare il massimo ventennale (110 €/mc) nell’ottobre (114 €) attestandosi poi ad un livello di poco inferiore.

Le prospettive per il legno sono buone, sia per la domanda delle costruzioni, grazie alla ripresa, agli incentivi, alle necessità e opportunità delle nuove condizioni di lavoro (smartworking, lavoro da casa, riutilizzo delle seconde case). A questo si sovrappone il tema del Green Deal con la necessità di ridurre le emissioni, per il quale l’utilizzo del legno è molto interessante (stoccaggio di carbonio, basse emissioni nel ciclo di vita). La prospettiva di un assestamento su prezzi più elevati è concreta e può portare opportunità al settore, che deve attrezzarsi per cogliere le opportunità.

In Trentino, dove il portale CCIAA monitora le vendite di legname, il mercato ha avuta una fortissima contrazione a causa dei danni provocati da Vaia (oltre 4 milioni di mc di legname, quando prima se ne tagliavano 4-500.000/anno). Ma anche qui si è innestata una ripresa importante che ha rapidamente riportato il prezzo al livello precedente.

Alcune oscillazioni sono dovute alla diversa qualità del legname (si tratta di quantità limitate). A partire dall’estate (agosto) è progressivamente aumentata la quantità di legname da bostrico, che ne riduce la qualità. Il grafico mostra la crescita del prezzo del legname allestito da settembre 2020 a dicembre 2021, anche in presenza del legname proveniente dalle utilizzazioni provocate dal bostrico.

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