Il primo NFT proveniente da un bosco certificato PEFC

Di Alessio Mingoli

Spesso ci piace parlarvi del rapporto tra arte, boschi e natura in genere e degli esempi virtuosi di interscambio tra questi due mondi. Oggi però trattiamo di una forma d’arte relativamente nuova, almeno per il grande pubblico.

Stiamo parlando degli NFT, acronimo di “non-fungible token” (in italiano gettone non replicabile). Si tratta di certificati “di proprietà” di opere digitali. Sono cioè un tipo speciale di token crittografico che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità scritto su Blockchain di un singolo bene (digitale o fisico). Gli NFT si comprano e si vendono in criptovalute ma si differenziano dalle monete digitali come i bitcoin che sono fungibili. Il mondo dell’arte è stato uno dei primi campi di utilizzo degli NFT, per la sua capacità di fornire prove di autenticità e proprietà dell’opera digitale che altrimenti avrebbe dovuto fare i conti con l’infinito potenziale della riproduzione di massa non autorizzata sul web. 

Ebbene, lo scorso primo febbraio 2022, su OpenSea, una delle piattaforme più note per la compravendita di opere digitali, è avvenuta per la prima volta la vendita di un NFT avente come soggetto il legno proveniente da un bosco certificato PEFC della Val Pesarina (Ud), gestito dalla Amministrazione Frazionale di Pesariis. 

theFRigo”, questo il nome utente dell’acquirente in questione, si è aggiudicato Secular Clock 39bl’opera in questione prodotta e messa all’asta da 12-to-Many ad un prezzo di 0,012 Ethereum e aggiudicata, dopo diversi rialzi, al prezzo finale di 0,019 ETH pari a circa 50,00 Euro. Ora l’opera continuerà la sua navigazione su OpenSea e permetterà all’autore di vedergli riconosciuto il 10% del valore di ogni successiva vendita. Scopo primario della cryptoart 12-to-Many è quello di porre l’attenzione sul bosco, promuovendo la trasformazione del legno, seguendo standard di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il tema dominante che la caratterizza è invece il TEMPO e le tracce che lascia nel legno.

L’opera infatti è una reinterpretazione artistica degli anelli di accrescimento del tronco di un larice e della storia che ci raccontano (vedi video).

Un viaggio arrivato fino al mondo intangibile degli NFT e capace di collegare la tracciabilità materiale con quella digitale garantendo la possibilità di ripercorrere tutto a ritroso fino ai boschi che hanno dato origine al legno oggetto dell’opera, che non è altro che quello utilizzato poi nell’innovativo progetto “SaDiLegno”, certificato nel 2011 dal PEFC Italia, primo caso al mondo per un edificio ad uso residenziale, identificato con il codice PEFC/18-31-274 e presentato dal PEFC International alla Conferenza RIO+20 come esempio di reale sostenibilità ambientale, sociale ed economica mediante la proiezione del video From Wood to the wooden house in 12 km

Insomma, le nostre amate foreste diventano digitali e fanno il loro ingresso anche nel “metaverso”, nuovo terreno fertile ed inesplorato dove poter sensibilizzare in diverse forme sull’importanza della salvaguardia della sfera naturale nel mondo “reale”, sul quale si regge poi tutto il resto.   

Autore dell'articolo: Redazione

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