Il tesoretto della casa di legno

Il Comunie di Sauris (UD) ospita un evento organizzato nell’ambito del progetto Carbomark in cui verrà firmato il 1° contratto in Italia di crediti di carbonio locali da prodotti legnosi
Programma
mercoledì, 6 marzo 2013, ore 11.00
Museo Etnografico
Sauris di Sopra (UD)
11.00 Saluto dell’Assessore regionale alle risorse rurali, agroalimentari e forestali dott. Claudio Violino e del Sindaco di Sauris Stefano Lucchini
11.10 Presentazione del Progetto CarboMark: Opportunità per i Prodotti Legnosi – dott. Rinaldo Comino del Servizio Gestione Forestale e Produzione Legnosa della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il contributo degli altri partner di progetto (Università di Udine, Università di Padova, Regione del Veneto)
11.30 Presentazione di Vivere nel Legno e SaDiLegno – Gianni e Michele Petris, ing.Samuele Giacometti
12.00 Stipula contratto
12.15 Conferenza stampa
Seguirà aperitivo ai sapori di Sauris
Oggi sono in tanti ad evidenziare le peculiarità proprie di una casa di legno ma se dal
prossimo 6 marzo 2013 si potrà parlare anche di “Tesoretto della casa di legno” lo si dovrà al progetto Carbomark (www.carbomark.org), all’ing. Samuele Giacometti dell’impresa SaDiLegno® di Prato Carnico (UD) (www.sadilegno.it) e ai fratelli Gianni e Michele Petris dell’impresa Vivere nel Legno di Sauris (UD) (www.viverenellegno.it).
Il contratto in questione prevede la vendita di 10 tonnellate di CO2, delle 46 in totale, stoccate nella casa di legno in cui risiede la famiglia Giacometti in Val Pesarina (UD), al prezzo di 1000,00 € che verrà pagato dall’impresa Vivere nel Legno a parziale compensazione delle proprie emissioni.
La firma del primo contratto di compravendita di crediti di carbonio da prodotti legnosi, nell’ambito di un mercato volontario, permetterà di far emergere il “tesoretto” stoccato nel legno strutturale con cui vengono realizzati gli edifici di legno.
I prodotti legnosi rappresentano quindi una delle possibili azioni di mitigazione climatica e di compensazione della CO2 emessa. L’azione di mitigazione è svolta in maniera duplice, da un lato il carbonio immagazzinato nel legno e dall’altro la sostituzione di altri materiali ad alta intensità energetica, come per esempio il cemento o l’acciaio.
Carbomark
è nato dai comuni obiettivi di Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Veneto, Università di Padova ed Università di Udine ed è stato finanziato dal Programma LIFE + Environment Policy and Governance con lo scopo di promuovere l’istituzione di mercati locali di carbonio, quali strumenti per rafforzare le politiche UE relative ai cambiamenti climatici ed al Protocollo di Kyoto. Il mercato scambia crediti di carbonio con l’obbiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, una delle cause principali dei cambiamenti climatici. Un credito di carbonio è un’entità “intangibile” generata da un’attività che assorbe anidride carbonica o evita le emissioni di gas serra. La caratteristica principale del Carbomark è che i crediti di carbonio saono prodotti da attività di mitigazione locali e non in altri paesi. Il mercato permette lo scambio di crediti di un ampio spettro di attività agro-forestali, gestione forestale, prodotti legnosi, forestazione urbana, bio-char.
I prodotti legnosi rappresentano una delle possibili azioni di mitigazione climatica e di compensazione della CO2 emessa. L’azione di mitigazione è svolta in maniera duplice, da un lato il carbonio immagazzinato nel legno e dall’altro la sostituzione di altri materiali ad alta intensità energetica, come per esempio il cemento o l’acciaio.
***
SaDiLegno
è l’impresa fondata dell’ing. Samuele Giacometti capace di mettere a punto l’omonimo metodo che il PEFC International http://www.pefc.org/news-a-media/general-sfm-news/990- ha presentato lo scorso anno a RIO+20 come reale esempio di sostenibilità ambientale, sociale ed economico. Oltre a questo importante riconoscimento sono numerosi gli studi scientifici, certificazioni e premi che hanno visto protagonista la Casa di Legno Eco Sostenibile costruita con le 43 legno-pianta dei boschi della Val Pesarina (UD), basti pensare al primo certificato di progetto PEFC rilasciato, su scala mondiale, ad un edificio residenziale, il CasaClima Award 2010, la Bandiera Verde di Legambiente 2010. Oggi il Metodo SaDiLengo rappresenta la solida base su cui sta nascendo la prima Rete d’Imprese della filiera Foresta-Legno in alta Carnia (UD), nel cuore delle Dolomiti friulane. Una rete che intende valorizzare le imprese che ancora vivono ed operano nelle immediate vicinanze di quei boschi così ricchi di materia prima legno ma così troppo poco utilizzata. SaDiLegno è anche il primo progetto certificato CarboMark che valorizza l’uso di prodotti legnosi per ridurre le emissioni di gas serra. Ammontano a 46 le tonnellate di CO2 stoccate nel legno strutturale impiegato nella casa di legno. Dieci di queste tonnellate saranno l’oggetto del primo contratto di crediti di carbonio locali stipulato in Italia nell’ambito del progetto Carbomark.
***
Vivere nel Legno
Oggi sono in molti a proporre e costruire case di legno sul mercato italiano. Ma quante di queste lo fanno continuando a vivere nelle case di legno costruite secoli fa dai loro avi? Nel 1989 nasce Vivere nel Legno, l’impresa dei fratelli Gianni e Michele Petris che, grazie ai saperi tramandati da generazione in generazione, mantengono in vita questa straordinaria tradizione a Sauris di Sopra, piccola frazione di Sauris (UD), paesino di circa cento anime situato a 1400 m sul livello del mare in cima alle Alpi Giulie. Da più di 20 anni Vivere nel Legno si migliora ed investe nella ricerca di soluzioni costruttive innovative. Non è un caso quindi che siano proprio loro a far nascere il progetto che consentirà la costruzione a Sauris (UD) del primo edificio di legno denominato “Casa Stufa” le cui caratteristiche sono definite in un apposito “Protocollo Tecnico” elaborato dal Centro di Fisica Edile TBZ ( http://www.tbz.bz/ ) , in collaborazione con il Gruppo Passive House Italia gPHi ( http://www.gphi.it/ ). Lo scopo è quello di ottimizzare il processo produttivo capace di costruire “edifici a energia quasi zero” avvalendosi di imprese e di artigiani che ancora vivono ed operano nelle immediate vicinanze del bosco da cui verrà prelevato, seguendo quanto previsto dalle certificazioni di gestione sostenibile, sia il legname per la costruzione dell’edificio che quello necessario a coprirne il suo ridottissimo fabbisogno energetico. Si raggiungerà così, con largo anticipo, quanto previsto nella Direttiva Europea 2010/31/UE. La stipula di questo primo contratto è possibil

Autore dell'articolo: Redazione

Per contattare la redazione Eco delle Foreste press@pefc.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *