La “Lettera al prossimo” degli Eugenio in Via Di Gioia, una canzone che diventa foresta

Di Alessio Mingoli
Gli Eugenio in Via Di Gioia, band torinese fresca di partecipazione a Sanremo Giovani, ha lanciato lo scorso settembre una campagna di crowdfunding collegata all’uscita del loro singolo “Lettera al prossimo”, mirata a piantare una nuova foresta in Trentino, nell’area pesantemente colpita dalla tempesta Vaia 2018.
La campagna è stata lanciata con queste parole: “Abbiamo ascoltato la scienza, siamo consapevoli che il cambiamento climatico in atto è una faccenda seria, sappiamo che tutti dobbiamo agire rapidamente. Siamo ottimisti e crediamo che se l’ombra di un albero rinfresca, non dobbiamo però lasciare zone d’ombra nella conoscenza e nell’informazione. La consapevolezza genera azioni concrete.”

Il traguardo era stato fissato per il 26 Settembre 2050, il conto alla rovescia si abbassava poi di un giorno per ogni euro donato dai fan, a cui aggiungere quelli devoluti per ogni acquisto dei prodotti del merchandising e dei biglietti dei concerti. In sole 24 ore, la data era già stata anticipata di quindici anni. Nell’arco di dieci giorni esatti, il traguardo è stato raggiunto.
Dopo aver dato l’annuncio entusiasta ai propri fan, la band ha anche annunciato che avrebbe lasciato la possibilità di ulteriori donazioni per aggiungere alberi alla nuova foresta.
Oggi il portale dedicato al progetto, un esempio di Pop Science accessibile a tutti e realizzato in partnership con Coldiretti, Campagna Amica, Federforeste, Banca Etica, The Goodness Factory e alcuni esperti come Elisa Palazzi, climatologa del CNR, Antonio Brunori del PEFC Italia, Piero Torchio di Federforeste e Andrea Vico, giornalista e divulgatore scientifico (https://eugenioinviadigioia.it/letteralprossimo/)  rimane online ed è diventato un sito di informazione e sensibilizzazione sui temi ambientali e di confronto, con domande poste  dagli utenti e pillole video realizzate dagli “Eugenio” stessi.
Il progetto legato alla nuova foresta è stato realizzato grazie alla collaborazione tra la band e Federforeste (socio e membro del CdA del PEFC Italia) che oltre ad aiutare i ragazzi nella fase pratica ed operativa ha contribuito ad individuare l’area della foresta trentina di Paneveggio in Val di Fiemme, già certificata PEFC e famosa per i suoi abeti di risonanza come casa per i nuovi alberi piantati grazie alla raccolta fondi.
A Paneveggio vengono realizzati violini straordinari grazie alle qualità uniche di propagazione sonora del legno degli abeti rossi della zona dovute alla lenta crescita, all’esposizione al sole e ad un giusto mix tra umidità e calore.
Ancora una volta abbiamo la conferma di come musica e natura siano legate a doppio filo. Il mondo musicale beneficia da sempre dell’enorme ispirazione che la natura dona agli artisti oltre che appunto del legno, risorsa principale di tantissimi strumenti musicali e generatore della stragrande maggioranza dei suoni utilizzati fino all’avvento della musica elettronica.
In questo caso invece è la musica che torna alla natura chiudendo il ciclo e donandogli nuova vita ma non solo, contribuendo ad una corretta informazione su tematiche ambientali e alimentando il confronto su stili di vita sostenibili grazie al sito di “Lettera al prossimo”.

Autore dell'articolo: Redazione

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