La Nazione delle Piante. L’equilibrio perfetto del mondo vegetale

Di Alessio Mingoli

Si avvicina la giornata mondiale della Biodiversità, festeggiata internazionalmente il 22 di maggio per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica.

Ci è venuto spontaneo, quindi, per la rubrica “Natura e Cultura” parlarvi e consigliarvi la lettura di “La nazione delle piante”, l’ultimo libro di Stefano Mancuso, ricercatore e “neurobiologo” di fama mondiale che indaga sul mondo vegetale da una prospettiva insolita rispetto alla classica visione che pone l’uomo al di sopra di tutte le altre sfere.

Il libro ci parla di un mondo, quello vegetale, grazie al quale tutte le forme di vita si sono sviluppate e continuano a prosperare.           
I vegetali infatti dovrebbero essere considerati come l’anello di congiunzione fra il sole e la terra. È evidente, infatti che senza le piante l’energia del Sole non sarebbe trasformata nell’energia chimica che alimenta la vita sulla Terra.        
Mancuso prova a farci abbandonare la visione antropocentrica della Terra, porta alla luce quanto il mondo vegetale sia organizzato ed evoluto in un’armonia perfetta, tanto da formare una vera e propria “Nazione delle piante” con tanto di Costituzione.

A proposito di biodiversità, il libro evidenzia come le relazioni tra viventi formino comunità la cui forza è in grado di influire attivamente sull’ambiente fisico, perciò l’intero pianeta andrebbe considerato come un unico essere vivente. È la teoria di Gaia, i cui meccanismi equilibratori sono in grado di generare le forze e controforze necessarie a smorzare le oscillazioni di un ambiente continuamente mutevole.

Gli animali vedono con gli occhi, sentono con le orecchie, respirano con i polmoni, ragionano con il cervello, le piante vedono, sentono, respirano e ragionano con il proprio “corpo”. Una differenza fondamentale: concentrazione contro distribuzione, le cui conseguenze per la vita di noi animali non sono immediatamente “intuibili”.         
Se gli umani hanno replicato l’organizzazione gerarchica del proprio corpo; quella delle piante è una Nazione democratica in cui gli elementi non hanno alcun organo fondamentale, singolo o doppio, distribuiscono in ogni loro parte le stesse caratteristiche e rappresentano un modello fondato sul principio del mutuo soccorso e della cooperazione: un modello al quale l’essere umano dovrebbe ispirarsi per consentire la sua stessa sopravvivenza.

Nel testo l’autore vuole poi portare a conoscenza di una delle più imponenti estinzioni di massa della storia del pianeta causata proprio dall’uomo, invitando i lettori a prendere come esempio la Nazione delle piante e la sua costituzione ideale per invertire la tendenza.

Le passate estinzioni di massa, sebbene veloci, si sono sempre manifestate nell’arco di milioni di anni. L’attività umana, al contrario, sta concentrando la sua letale influenza sulle altre specie viventi “in una manciata di anni”.

L’insana idea che sia possibile crescere all’infinito in un ambiente che dispone di risorse limitate è soltanto dell’essere umano. Il mondo vegetale segue la semplice regola di crescere fin che è possibile farlo, in accordo con la quantità di risorse disponibili. In altre parole quando i mezzi scarseggiano, la crescita si riduce e la pianta si adatta alle mutate condizioni di vita.

Nonostante la grave situazione ambientale in cui versa il nostro Pianeta, l’autore è convinto che sia possibile uscirne, affidandoci proprio alle piante, a patto di adottare anche noi lo stile di vita suggerito dalla costituzione di questa insolita nazione.

Ecco allora gli otto punti della Carta dei diritti delle piante che Mancuso individua e analizza diffusamente.

1. La Terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente.

2. La Nazione delle Piante riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle comunità naturali come società basate sulle relazioni fra gli organismi che le compongono.

3. La Nazione delle Piante non riconosce le gerarchie animali, fondate su centri di comando e funzioni concentrate, e favorisce democrazie vegetali diffuse e decentralizzate.

4. La Nazione delle Piante rispetta universalmente i diritti dei viventi attuali e di quelli delle prossime generazioni.

5. La Nazione delle Piante garantisce il diritto all’acqua, al suolo e all’atmosfera puliti.

6. Il consumo di qualsiasi risorsa non ricostituibile per le generazioni dei viventi è vietato.

7. La Nazione delle Piante non ha confini. Ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi, senza alcuna limitazione.

8. La Nazione delle Piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e di progresso.

La Nazione delle piante, l’unica vera Nazione perché è quella della Vita.

Autore dell'articolo: Redazione

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