La radura della memoria: una piattaforma in legno certificato PEFC in ricordo delle vittime del ponte Morandi

Di Francesca Dini

Sono passati due anni dal disastro del ponte Morandi, questo luogo è oggi diventato un’area di simbolo di rinascita e tenacia che con forza vengono espresse nelle nuove istallazioni che stanno piano piano crescendo nella zona; tra queste la “radura della memoria” nel Parco del Ponte costruita interamente in legno PEFC ed inaugurata dal presidente Conte lo scorso 14 agosto.

La “radura della memoria”, elemento centrale dell’opera di rigenerazione e valorizzazione della zona centrale della Val Polcevera e sottostante il nuovo viadotto, è stata ideata da Luca Vittone per Stefano Boeri Architetti in collaborazione con Metrogramma Milano e Inside Outside | Petra Blaiss. L’opera è costituita da una piattaforma in legno circolare, del diametro esterno di 50 metri, che ospita in ordine sparso 43 alberi a memoria delle altrettante vittime decedute per il crollo del ponte Morandi. L’architetto ha scelto di posizionare sul podio circolare alberi e arbusti di specie diverse: il castagno, il corbezzolo, il nocciolo, il frassino, l’olivo, il noce, il ciliegio, il tiglio, il melo, il faggio, l’albicocco e l’arancio amaro sono alcuni esempi delle specie presenti scelte a testimonianza dell’unicità degli individui vittima del crollo.

Per rafforzare l’idea di rinascita, la struttura è stata realizzata con legno di abete bianco derivante dal Friuli Venezia Giulia, ed in particolare dai boschi certificati PEFC abbattuti durante la tempesta Vaia. Scelta che sembra non essere casuale dal momento che la stessa Vaia verificatasi nel 2018 nella sola Regione Autonoma del Friuli Venezia-Giulia ha distrutto 3.700 ettari di foresta, abbattendo alberi per un volume di 723.000 mc. L’appartenenza del legno alla Filiera solidale PEFC, che promuove la gestione rispettosa e l’acquisto equo del legno proveniente dalle foreste schiantate, conferisce un valore aggiunto all’opera che è così in grado di rendere visibile lo sforzo di entrambi i territori di ripartire dopo la distruzione attraverso azioni positive, energiche e allo stesso tempo sostenibili. La realizzazione dell’opera è stata poi affidata all’azienda certificata per la catena di Custodia PEFC, Legnolandia, che ha lavorato la materia prima con il sostegno della rete d’imprese per l’abete bianco certificato “FriûlDane”.

Per maggiori informazioni sulla filiera solidale PEFC: www.filierasolidalepefc.it

Autore dell'articolo: Redazione

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