Le foreste in estinzione ci parlano: la Sonosfera di David Monacchi

Di Alessio Mingoli
Per immergersi nei suoni delle foreste primarie incontaminate di tutto il mondo, dai “canti” delle foreste equatoriali, passando per quelle dell’Amazzonia alle montagne del Borneo o alle savane africane, avete due modi: partire per il viaggio più avventuroso e pericoloso della vostra vita, oppure, più semplicemente, fare un biglietto con destinazione la più vicina Pesaro, nelle Marche.    
Qui la voce delle foreste ci abbraccia attraverso la “Sonosfera”, un teatro mobile da 60 posti inaugurato il 6 gennaio 2020 che Pesaro, Città Unesco Creativa della Musica, ha commissionato al sound designer, artista e compositore musicale David Monacchi, 50 anni, docente di elettroacustica al Conservatorio Gioachino Rossini.
Quello che David ha presentato a Pesaro in anteprima è un progetto unico al mondo. L’anfiteatro eco-acustico (ipertecnologico, trasportabile e completamente fono-assorbente) permette al visitatore un’esperienza sensoriale coinvolgente: ci si trova in una sorta di caverna buia, circondati da 45 altoparlanti e sei proiettori ad altissima definizione immersi nei suoni di foreste, lontane e sempre più minacciate, registrati in anni di lavoro.
Gli strumenti del mestiere di Monacchi sono registratori digitali, riflettori parabolici e speciali microfoni 3D. L’ultima volta, nello Yasuni National Park in Ecuador, ha testato la più avanzata apparecchiatura di registrazione mai portata prima in ambienti tropicali, utilizzando ben 38 microfoni contemporaneamente: un vero e proprio studio di registrazione itinerante calato nella natura.  
Il bottino raccolto? Una rosa di contenuti tridimensionali sonori frutto di 65 milioni di anni di evoluzione, che spiegano il titolo del pluripremiato progetto di David: “Frammenti di estinzione”, https://www.fragmentsofextinction.org/.
Ciò che è emerso è che la sonorità polifonica decresce di anno in anno, confermando la drammatica realtà che oggi deve coinvolgere l’Homo sapiens sapiens: mobilitarsi per evitare la sesta estinzione di massa. Il dato uditivo sulle foreste ci indica chiaramente un rapido declino della biodiversità. Come se piano piano sparissero, un giorno dopo l’altro, le opere dal Louvre di Parigi, lasciandoci in poco tempo orfani della Monnalisa, della Venere di Milo ed altri capolavori.
Il compositore italiano dedica quindi parte della sua ricerca a quella che è stata definita la “catastrofe più silenziosa dei nostri tempi”.           
La deforestazione, l’inquinamento e il cambiamento climatico incidono in maniera determinante sul progressivo impoverimento di molti habitat naturali.
Con il suo progetto, Monacchi mira a lanciare un messaggio duplice, comunicando al mondo la bellezza e l’incanto di foreste lontane, descrivendone la vita tramite i suoni che la animano, cercando di far immergere ed avvicinare lo spettatore, ma soprattutto, proprio tramite la voce delle foreste, lanciare un grido d’aiuto al mondo intero. Sicuramente è riuscito nell’intento di avvicinare le persone a questi ambienti apparentemente lontani, infatti dopo l’immersione acustica, molti spettatori, pur non avendo mai avuto modo di trovarsi in una foresta primaria, dichiarano un sentimento di profonda familiarità, come se si tornasse a un luogo conosciuto da sempre, primordiale. L’Eco-acoustic Theatre è frutto di anni di ricerca scientifica e progettuale, un’idea interamente italiana che pone le basi verso un nuovo modo di ascoltare i paesaggi sonori e la musica in perifonia sferica (cioè con diffusori collocati a diverse altezze in modo da produrre suoni da tutte le direzioni). Per chiunque volesse provare l’incredibile esperienza uditiva, la Sonosfera di Pesaro è fruibile sei mesi l’anno come strumento multifunzionale semistabile a palazzo Mosca; per il resto potrà viaggiare nel mondo portando contenuti in musei e istituzioni culturali europee e internazionali.
Info: https://www.pesaromusei.it/sonosfera/.

Autore dell'articolo: Redazione

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