I legni nobili del trentino in asta per il terzo anno

ESAURITI  TUTTI I LOTTI CON RIALZI CHE HANNO RAGGIUNTO ANCHE IL 150% DELLA BASE D’ASTA
Grande partecipazione di pubblico questa mattina all’asta del legname trentino di pregio – quasi tutto certificato PEFC – presso la Federazione provinciale degli allevatori

Fonte: Camera di Commercio di Trento

Oltre un centinaio di persone hanno affollato questa mattina l’ampio piazzale della Federazione trentina degli allevatori, in via delle Bettine 40 a Trento, per toccare con mano i 142 tronchi esposti e suddivisi in 52 lotti che sono stati posti in vendita nella terza edizione dell’asta di legname trentino di pregio, organizzata da Camera di Commercio I.A.A. di Trento e Provincia autonoma di Trento. L’evento, che rientra nell’ambito dei programmi di valorizzazione del legno provinciale condivisi dai due Enti, ha come obiettivo quello di selezionare i tronchi dalle caratteristiche più nobili per destinarli a lavorazioni di particolare rilievo. Fra le essenze offerte all’incanto si segnalano l’abete rosso – anche con caratteristiche di risonanza – il larice, il pino cembro, l’abete bianco, il pino silvestre, il frassino, il ciliegio, il tiglio e il noce. Tutti i lotti sono stati venduti con rialzi che per i tronchi migliori hanno raggiunto anche il 150% del prezzo base. Il rialzo maggiore è stato realizzato per un abete rosso venduto a 300 Euro al mc rispetto a un prezzo di partenza di 120 Euro al mc. Un 20% in più il rialzo fatto registrare dal più pregiato tronco di abete di risonanza che è stato venduto a 600 Euro al mc rispetto ad una base di 500 Euro.
Grande soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori: “Compito delle istituzioni – ha sottolineato Mauro Leveghi, segretario generale della CCIAA di Trento – è quello di innescare con queste iniziative processi virtuosi: l’asta odierna non vuole essere solo un’occasione di riflessione sulla qualità dell’ambiente naturale trentino, ma anche uno strumento per educare gli operatori ad un impiego più prestigioso del legno trentino, rispetto a quello consuetudinario che dirotta quasi il 60% della materia estratta dai nostri boschi all’imballaggio”. Roberto Caliari, esponente del Consorzio dei Comuni trentini, ha ricordato che le certificazioni rilasciate nel campo della gestione sostenibile dei nostri boschi sono ormai 250 mila e riguardano la totalità dei boschi comunali. “Il piano di sviluppo rurale l’assistenza tecnica alle imprese, un pacchetto di misure mirate per la selvicoltura di montagna – ha affermato Maurizio Zanin, responsabile del Servizio foreste e fauna della PaT, – sono i tre pilastri che informano le politiche provinciali a sostegno del bosco trentino e dei suoi operatori. A tutto ciò si aggiungono iniziative di rilievo in termini di immagine quale l’asta del legname di pregio, organizzata in collaborazione con la CCIAA di Trento, che hanno lo scopo di dare valore all’offerta locale”. Sul valore del bosco e sul suo rapporto con la zootecnia ha posto l’accento Silvano Rauzi, presidente delle Federazione trentina degli allevatori nonché ospite dell’iniziativa odierna.
Durante le operazioni di raccolta delle offerte, l’asta è stata animata da un dibattito sulle modalità di utilizzo del legname di pregio, moderato dal giornalista del quotidiano Trentino, Andrea Selva.
Franco Simeoni, liutaio di Treviso, ha approfondito il tema della trasmissione delle onde sonore. Al netto di ogni altra differenza il legno di risonanza dell’abete rosso di Paneveggio garantisce una velocità di trasmissione delle vibrazione di 6000 metri al secondo, pari a quella del carbonio. “Gli abeti rossi di risonanza di maggior qualità, quelli che lo stesso Stradivari veniva a selezionare in Trentino e che ancor oggi cercano i più esperti fra i liutai di tutto il mondo, sono quelli che combinano leggerezza del tronco e velocità di trasmissione del suono. Le condizioni ambientali che conferiscono al legno tali proprietà sono quelle delle quote più alte”. Simoni, che aveva con sé una tavola armonica di violino realizzata nel 1700 con un legno che vantava all’epoca già 5 secoli, si è valso della collaborazione del maestro Francesco Iorio per dare prova concreta delle caratteristiche fisiche dell’abete rosso di Paneveggio con l’esecuzione di un brano musicale per violino.
“Il coraggio di scartare è l’abilità più grande fra i miei collaboratori”. Così Fabio Ognibeni, titolare dell’azienda Ciresa di Tesero, una delle tre aziende europee leader nella produzione di tavole armoniche per grandi strumenti e unica in Italia, ha sintetizzato la filosofia che guida la sua attività. “Circa l’80% del legno di un tronco di risonanza viene scartato per selezionare solo quella piccola parte in grado di garantire performances eccezionali”. Ormai da diversi anni Ognibeni esporta nel mondo oltre il 90% della sua produzione, realizzata solo con legno trentino marchiato in esclusiva con il logo della Magnifica Comunità di Fiemme. Dal 2007 egli produce “Opera sonora”, un innovativo sistema di diffusione della musica che si basa sulle proprietà uniche del legno di risonanza: l’impulso elettrico della sorgente viene trasmesso direttamente sulla tavola lignea che risuonando la diffonde nell’ambiente. E’ l’evoluzione estrema dei moderni impianti di diffusione ad alta fedeltà. L’impianto stesso si trasforma in uno strumento musicale. Da ultimo, Konrad Greif, custode forestale di Merano, ha raccontato la sua esperienza personale con il bosco alimentata da un rapporto risalente alla sua infanzia e nutrito dalla passione di una famiglia che da cinque generazioni opera nel campo della silvicoltura. Artefice col padre del recupero di una segheria veneziana tradizionale, Greif è anche l’autore di un originale almanacco che fornisce suggerimenti, consigli, istruzioni su come tagliare, conservare e maneggiare il legno in base alle fasi lunari e ai vari periodi dell’anno. Curiosità: pare che il legno tagliato dopo le 18.00 del primo marzo abbia una ridotta propensione all’infiammabilità Un tempo con quel legno si realizzavano addirittura canne fumarie.

Autore dell'articolo: Redazione

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