Legno di risonanza certificato Pefc, prima asta regionale a Malborghetto (UD)

di Adriano Del Fabro
Il 20 dicembre, a Malborghetto-Valbruna (Udine), si svolgerà la prima asta del legno di risonanza certificato PEFC. È la prima asta di questo genere organizzata in Friuli Venezia Giulia, a cura del Comune di Malborghetto-Valbruna, in collaborazione con la cooperativa Legno Servizi, l’Associazione regionale Pefc e con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Al Palazzo Veneziano, con inizio alle ore 10.00, saranno presenti il sindaco, Boris Preschern; il vicepresidente della Giunta regionale, Sergio Bolzonello; il presidente di Legno Servizi, Ermes De Crignis; il famoso maestro liutaio Giobatta Morassi e la vicepresidente di Pefc Italia, Maria Cristina D’Orlando.
L’intento dichiarato è quello di valorizzare un prodotto raro e prezioso dei boschi regionali che, da lungo tempo, alimenta le produzioni di altissima qualità di artigiani liutai e strumentisti, anche friulani, noti e attivi in tutto il mondo. I tronchi provengono dai boschi certificati Pefc del territorio comunale di Malborghetto. Il legno di risonanza, così chiamato perché serve a costruire strumenti musicali di pregio, in particolare strumenti ad arco (violini, violoncelli, contrabbassi), oltre ai pianoforti, ai clavicembali e alle chitarre, è ricavato dall’abete rosso che possiede un legno leggero, ma allo stesso tempo resistente, adatto a sopportare le sollecitazioni dovute all’impiego dello strumento.
Alcuni costruttori di strumenti utilizzano legno di specie provenienti dal Nord America quali l’abete di Sitka o l’abete di Engelmann; ma l’abete rosso europeo rimane il materiale preferito dalla maggior parte dei produttori di strumenti musicali a corda. Il suo impiego principale, infatti, si ha nella costruzione della tavola armonica, quella parte dello strumento che riceve, amplia e trasmette i suoni che devono uscire melodiosi e armonici, netti e chiari. Perché ciò sia possibile, il legno di risonanza deve possedere caratteristiche di tipo strutturale e anatomico, fisico, meccanico e acustico che lo rendono idoneo all’impiego in campo musicale. Il legno di risonanza deve provenire da tronchi diritti e cilindrici, in genere di buon diametro, a bassa ramosità, esenti da difetti, di dimensioni sufficienti a estrarre le tavole armoniche degli strumenti da realizzare. Il legno è ritenuto idoneo se possiede anelli annuali di ampiezza ridotta e costante, con un rapporto equilibrato tra legno totale e legno estivo o tardivo e proprietà fisiche, acustiche e meccaniche che favoriscono la trasmissione e la qualità del suono.
In Italia, il legno di risonanza cresce nella Foresta di Tarvisio in Friuli Venezia Giulia e in quella di Paneveggio in Trentino ed è un’importante risorsa che porta ricadute economiche alle aree forestali dove viene allevato, anche se le quantità riscontrabili sono piccole, ma di grande valore. Si pensi che in tutta Europa sono solo nove i siti da cui si può sperare di ricavare dei tronchi di risonanza; ben due sono in Italia e il migliore, a detta degli esperti, si trova proprio a Tarvisio.
Per informazioni rivolgersi a:
0428 60023 (Sig.ra Anna del Comune di Malborghetto)
340.3763679 (Sig. Carlo della Legno Servizi)

Autore dell'articolo: Redazione

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