PEFC Italia e gli Hibakujumoku, alberi di rinascita e di speranza

Di Antonio Brunori
Hibakujumoku (chiamato anche A-bombed tree in inglese) è il termine giapponese per indicare un albero che è stato esposto al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki nel 1945 ed è sopravvissuto oppure ha rigermogliato dalle medesime radici. Il termine è composto da hibaku (被爆) che significa “bombardato, esposto a radiazione nucleare” e jumoku (樹木) con il significato di “albero” o “bosco”.

In Italia da alcuni anni era l’associazione “Mondo senza Guerre e senza Violenza-Biodiversità Nonviolenta” di Castenedolo (Bs), sotto la guida di Tiziana Volta, a curare per l’Italia il ricevimento dei semi delle piante rigermogliate dopo l’esplosione del 6/8/1945. Dalla primavera 2020, la raccolta dei semi è coordinata per l’Europa dal PEFC Italia, grazie ad un accordo sviluppato da PEFC Italia con il Dipartimento di Scienza Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università di Perugia, in collaborazione con PEFC Internazionale e Green Legacy Hiroshima, la realtà nata da Unitar (United Nations Istitute for Training and Research), che ha come obiettivo la salvaguardia e la diffusione nel mondo di semi e nuovi nati degli Hibakujumoku.

Da questa esperienza un Ginkgo biloba, germogliato da un seme di una pianta sopravvissuta al bombardamento del 6 agosto 1945 di Hiroshima, verrà messo a dimora presso la Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni di Perugia, luogo dedicato ad Aldo Capitini e specializzato sui temi della nonviolenza, educazione alla pace, dei diritti umani, del dialogo interculturale e interreligioso. La cerimonia avrà luogo sabato 20 giugno 2020 e la messa a dimora dell’albero e la scopertura della targa commemorativa sarà preceduta dai saluti istituzionali di Andrea Romizi, sindaco di Perugia, del Professore Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz) e Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria.
La messa a dimora dell’albero e la scopertura della targa commemorativa sarà preceduta dall’intervento del Quintetto d’archi dell’Orchestra da Camera di Perugia. Questo evento organizzato dal PEFC Italia intende dare un messaggio di ripartenza e di resilienza, con la stessa forza che hanno avuto questi alberi simbolo, sopravvissuti a una vera catastrofe e ora rigenerati ad esempio di speranza per una ripartenza carica di positività.

Il PEFC Italia e l’Associazione “Mondo senza Guerre e senza Violenza-Biodiversità Nonviolenta” propongono questi “Alberi della pace” come testimoni di capacità di ripresa e di rigenerazione, ma anche come elemento di riflessione per due visioni dello stesso episodio: il pericolo rappresentato dalle armi di distruzione di massa, e il carattere sacro dell’umanità e della Natura.

Per informazioni sull’affidamento degli Hibakujumoku di Hiroshima, si prega scrivere a: alberipacehiroshima@gmail.com

Autore dell'articolo: Redazione

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