“Per fare un tavolo ci vuole il legno”, meglio ancora se proviene da boschi ripristinati

Di Luca Rossi

Le parole “rinascita” e “ripartenza” sembrano essere il mantra di questi mesi post-quarantena.
Un bell’esempio di ripartenza da cui prendere spunto ce lo fornisce allora anche la gente di montagna, col suo rapporto con la natura, abituata ad essere resiliente agli eventi che ne sconvolgono il regolare equilibrio.
Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2017 quasi 4.000 ettari di bosco sono andati in fiamme in cinque comuni della Valle di Susa (TO), evento conosciuto dai più come l’incendio di Mompantero.
In questo video disponibile online si possono conoscere e ripercorrere quei drammatici momenti di un incendio che si è mantenuto vivo per due settimane.

I valligiani hanno tenuto botta e hanno fatto squadra intorno al bosco e alle sue esigenze, memori della preziosità del suo ruolo e dei servizi che rende all’economia di montagna.
Ed è così che sono iniziati gli interventi di recupero, che hanno previsto dapprima l’allontanamento di gran parte degli alberi bruciati e poi la creazione di condizioni utili alla successiva rinascita del bosco, con la posa di palizzate e ramaglia con funzione anti-erosione e gruppi di ombreggiamento che favoriscono la crescita di nuovi alberi.  

Ma rinascita significa anche consapevolezza del presente e recupero e riuso intelligente di quanto possibile.
La Soc. Coop. La Foresta, di Susa (TO), azienda certificata PEFC per la Catena di Custodia, ha avviato la produzione di MOMPANTABLE, un tavolo con panche ricavato dal legno di pino silvestre originato dal primo intervento di recupero dei boschi di Mompantero.

Nella realizzazione di questo tavolo sono visibili i nodi compatti ed articolati di questi alberi e anche i difetti causati dal parziale azzurramento causato dal tempo e dal grande shock termico.

Parte dei tronchi sono infatti ancora utilizzabili per impieghi da opera, per imballaggi, mentre i tronchi migliori vengono selezionati per elementi di arredo urbano. Di ciò che resta non viene poi sprecato nulla, venendo infatti impiegato per la produzione di cippato di qualità per fini energetici. 

Ancora una volta, la natura ci insegna che con una gestione attiva e sostenibile del patrimonio boschivo si devono creare strutture forestali più resistenti alle avversità.

Autore dell'articolo: Redazione

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