Primo rapporto sullo stato delle foreste in Italia. Parlano i numeri

Di Luca Rossi
Un rapporto approfondito, fruibile, avvalorato dall’occhio esperto di specialisti, quantitativamente e qualitativamente valido. Questa è la veste che assume il Primo Rapporto sullo Stato delle Foreste e del settore forestale in Italia (RaF) presentato ufficialmente a Roma il 21 marzo dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo in occasione della Giornata internazionale delle foreste.
Gli esperti coinvolti nel processo di raccolta, di elaborazione e di stesura dei dati sono stati 214, i quali hanno prodotto un report sugli anni 2017 e 2018 composto da otto Focus di approfondimento, otto Buone pratiche replicabili sul territorio, 19 Argomenti di interesse commentati, 90 Indicatori numerici e 105 Notizie dal settore forestale.
Dal documento sono quindi emersi punti di forza, quali la vastità del patrimonio forestale (10,9 milioni di ettari, il 36,4% dell’intera superficie nazionale), il basso (forse troppo) tasso di prelievo legnoso (18-37% di quanto il bosco ricresce, rispetto al 62-67 % della media europea), il ruolo dei servizi ecosistemici, e la valenza per i nuovi settori produttivi; sono emersi anche punti di debolezza, quali numeri preoccupanti riguardo le importazioni di legname, e il calo delle imprese locali nel settore legno e del relativo fatturato.
Tuttavia, l’elenco più corposo è quello rappresentato dagli aspetti individuati come punti da sviluppare maggiormente, su cui si è già al lavoro ma sui quali c’è bisogno di ulteriori passi in avanti: incendi boschivi, alberi in città, imprese e addetti in selvicoltura, formazione e sicurezza, prodotti non legnosi, e certificazione forestale. Non è un caso che quest’ultimo rientri tra i principali temi e ambiti di studio, dal momento che le certificazioni di Gestione Forestale Sostenibile e di Catena di Custodia, sia PEFC che FSC, mostrano un interesse crescente, che si auspica possa consolidarsi ulteriormente.

L’intero rapporto è scaricabile gratuitamente al link https://www.ecoalleco.it/, mentre cliccando qui è disponibile un’efficace e fruibile infografica.

Autore dell'articolo: Redazione

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