Sequestro di CO2. Dalla ricerca scientifica, un rigoroso elogio della lentezza vegetale

Di Luca Rossi   

Con la parola Kalipè nelle zone himalayane si augura a chi si incammina verso le montagne di poter camminare sempre con passo corto e lento. Per questi popoli questa è la modalità migliore per affrontare una salita in montagna, e forse, chissà, anche l’intero percorso della vita.
Che ci sia una logica connessione tra i ritmi della natura e la naturalezza di una progressione lenta e pacata?

Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato in questo mese i risultati di uno studio sul ruolo del compromesso tra velocità di crescita e durata della vita delle specie vegetali nell’efficienza nel sequestro di Carbonio dall’atmosfera. 

Pubblicato su Nature Communication, lo studio “Forest carbon sink neutralized by pervasive growth-lifespan trade-offs” ha visto la collaborazione di gruppi di ricerca europei e americani cui hanno partecipato anche i ricercatori italiani del Laboratorio di Dendroecologia dell’Università della Tuscia Alfredo Di Filippo, Michele Baliva e Gianluca Piovesan.

Osservando a livello globale l’attuale assorbimento di CO2 da parte della vegetazione e il relativo futuro trend in crescita, i ricercatori hanno individuato indicazioni sul fatto che l’aumento dei tassi di crescita possa ridurre la durata della vita degli alberi. A causa quindi dell’aumento della mortalità e delle conseguenti emissioni di CO2, i recenti aumenti degli stock di carbonio nelle foreste potrebbero essere transitori e potrebbero andarne persi i benefici. Questa relazione sembra essere dimostrabile a livello globale in tutte le specie e in tutte le aree climatiche, e le analisi e le previsioni che ne derivano sono state confermate da un metodo di simulazione forestale supportato da una copiosa banca dati.

Queste considerazioni vanno ad inficiare negativamente su possibili proiezioni ottimistiche sul ruolo di serbatoio di Carbonio svolto dalle foreste, accrescendo invece la necessità di ridurre in maniera più decisa le emissioni di gas a effetto serra.

Autore dell'articolo: Redazione

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