Si è concluso VigoForPoplar, progetto volto a creare strumenti innovativi per la filiera del pioppo

Di Francesca Dini

Lo scorso settembre si è concluso il progetto finanziato dal PSR Piemonte misura 16.1.1 “VigoForPoplar”, sviluppato dall’azienda E. Vigolungo spa, con CREA-PLF, Geoponica e PEFC Italia per lo sviluppo di strategie utili all’innovazione e dinamicità della filiera del pioppo: dai vivaisti fino alla produzione dei pannelli. Nei suoi tre anni di vita il progetto ha affrontato differenti ambiti al fine di fornire agli operatori della filiera soluzioni utili ai diversi ambiti produttivi tramite uno studio della filiera a tutto tondo, considerando tutti i soggetti coinvolti e l’ottimizzazione dei loro rapporti, sviluppando un metodo di valutazione qualitativa dei pioppeti, analizzando il ruolo delle piantagioni del punto di vista ambientale e proponendo strumenti di reddito alternativo tramite i mercati volontari del carbonio. 

Nell’affrontare i diversi argomenti si sono sviluppate proposte di accordi interni alla filiera al fine di renderla sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico per tutti i soggetti coinvolti. L’accordo sviluppato punto a colmare i gap esistenti tra membri della catena di produzione tramite meccanismi di supporto economico verso i soggetti più a rischio a causa dell’elevato rischio. 

Il progetto ha portato anche allo sviluppo della piattaforma “WOOD GEST”, un software utile ad organizzare e tracciare la supply chain del pioppo con lo scopo di razionalizzare tutte le operazioni e semplificare processi di condivisione di documenti ed informazioni, mantenendo la privacy su dati.

Si sono poi creati disciplinari finalizzati alla gestione sostenibile del pioppo in campo tramite la certificazione PEFC ed alla stima di pioppeti maturi costituiti con cloni comunemente coltivati nella pianura padano-veneta. 

Il lavoro si è poi concluso sul tema della sostenibilità ambientale di una piantagione di pioppo ben gestita andando ad analizzare il suo impatto sull’ecosistema e determinando le pratiche utili a ridurre l’impatto ambientale della coltivazione, identificando anche il ruolo dei pioppeti rispetto ai servizi ecosistemici. Le piantagioni di pioppo ben gestite sono infatti in grado di sequestrare Carbonio dall’atmosfera, fornire protezione dai dissesti idrogeologici e tutelare la biodiversità aprendo la strada ai pioppicoltori ad una tipologia di reddito aggiuntivo creato dalla remunerazione dei servizi ecosistemici sul mercato volontario. 

Gli strumenti creati dal progetto potranno ora essere sfruttati per creare una filiera in grado di agevolare tutte le tipologie di impresa del settore, dai vivaisti passando attraverso i pioppicoltori fino alle imprese forestali. Si andrà così allo stesso tempo a migliorare la qualità e la sostenibilità ambientale delle produzioni, per avere lotti di pioppo omogenei e di valore economico più elevato, con l’obiettivo di creare un’economia del pioppo a favore della produzione sostenibile del legno, della qualità e del reddito.   

Autore dell'articolo: Redazione

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