Terremoto, a Gualdo (MC) la nuova scuola in legno certificato

Cinque aule, quattro bagni, una sala mensa e un ufficio per le attività di segreteria. Duecento metri quadri per restituire la speranza alla quarantina bambini e ragazzi di Gualdo: è stata inaugurata domenica 20 novembre la nuova scuola del piccolo Comune in provincia di Macerata, duramente colpito dai sismi delle ultime settimane. Tra gli edifici resi inagibili, anche l’istituto scolastico Romolo Murri. Da quel momento, per frequentare le lezioni gli studenti erano ospitati in una tensostruttura della Protezione civile. Ma l’intervento dell’azienda trentina Ille Prefabbricati di Pieve di Bono (TN), in collaborazione con la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Profumerie Limoni e La Gardenia, Protezione civile e Ministero dell’Istruzione, ha reso possibile, con un lavoro di appena 4 settimane e una spesa di 132mila euro, fornire alla località marchigiana una struttura accogliente e – cosa da non sottovalutare – amica dell’ambiente: l’edificio è infatti realizzato in legno certificato PEFC, a garanzia della provenienza della materia prima da foreste gestite in modo sostenibile, in questo caso dalle Alpi austriache.
Le pareti della nuova scuola sono costituite da pannelli strutturali prefabbricati in legno, coibentati con lana minerale. La facciata è completata da un rivestimento in abete a sezione rettangolare. La struttura della copertura è invece composta da capriate reticolari non a vista, realizzate in legno massiccio di abete.
Un esempio concreto del ruolo virtuoso che può avere l’utilizzo del legno in edilizia, sia per aiutare chi è stato lasciato senza casa dal sisma sia per ridurre i danni di eventi analoghi che potrebbero accadere nel futuro. Il legno, per la sua leggerezza è infatti un materiale ideale per costruire gli edifici nelle zone ad alto rischio sismico. Per di più, le tecniche costruttive attuali permettono di realizzare edifici in tempi certi e a costi più contenuti rispetto a quelli in pietre o cemento. Non solo: utilizzare questa materia prima sarebbe un modo di grande efficacia per creare un circolo virtuoso attorno a un materiale troppo spesso dimenticato. “Investire sul legno locale e certificato – osserva Antonio Brunori, segretario del PEFC Italia – rafforzerebbe un settore cruciale della nostra industria e aumenterebbe il valore delle nostre risorse forestali, ancora oggi drammaticamente sottoutilizzate, considerato che continuiamo ad importare più dell’80% del legno che lavoriamo”.

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