Dal recupero del legno all’innovazione: l’economia circolare secondo la “Brondello Erminio sas”

Da quasi un secolo la Brondello Erminio sas trasforma il legno in prodotti di pregio. Oggi l’azienda di Borgo San Dalmazzo – Cuneo – è un punto di riferimento nel recupero del legno antico, con un modello produttivo che unisce artigianalità, innovazione e certificazione. Ne abbiamo parlato con il titolare dell’azienda, Osvaldo Brondello.

La vostra è una realtà storica. Come è nata questa specializzazione nel recupero del legno?

L’azienda è stata fondata nel 1929 e opera ancora oggi nella sede originaria. La vera svolta è arrivata nel 1983, quando abbiamo deciso di dedicarci al recupero del legno antico e di materiali provenienti da demolizioni o da alberi morti e caduti naturalmente. Da allora abbiamo affiancato all’esperienza artigianale lo studio della dendrocronologia e della botanica sistematica per conoscere sempre meglio il materiale che lavoriamo.

Che cosa significa per voi economia circolare?

Significa recuperare una risorsa che altrimenti andrebbe perduta. Il nostro approvvigionamento avviene principalmente entro un raggio di 20-30 chilometri e si basa su una rete di persone che ci segnalano alberi morti, legname proveniente da demolizioni o da abbattimenti programmati. In questo modo valorizziamo il territorio e, in alcuni casi, contribuiamo anche a ridurre problemi ambientali legati all’abbandono del legno nei boschi o lungo i corsi d’acqua.

Anche il vostro processo produttivo segue questa filosofia?

Assolutamente sì. Cerchiamo di utilizzare ogni parte del materiale: trucioli e segatura alimentano gli essiccatoi, mentre il calore prodotto durante la lavorazione viene recuperato per il processo produttivo. Questo ci permette di essere autosufficienti dal punto di vista energetico e di mantenere sotto controllo le emissioni.

Perché avete scelto la certificazione PEFC?

Per noi rappresenta una garanzia di trasparenza e tracciabilità. Ogni materiale viene separato, catalogato e seguito lungo tutto il processo produttivo, così da poterne dimostrare sempre l’origine. La certificazione è uno strumento concreto per dare valore al lavoro che svolgiamo ogni giorno.

Quali sono oggi le sfide principali?

La presenza di prodotti esteri che fanno concorrenza esclusivamente sulla base del prezzo è sicuramente una delle più importanti. Per questo cerchiamo di parlare sempre di più al consumatore finale, raccontando il valore del legno locale, del recupero e della qualità artigianale che caratterizza ogni nostro prodotto.

Guardando al futuro, quale sarà la direzione della vostra azienda?

Continueremo a investire nella ricerca e nell’innovazione, senza perdere il legame con il territorio. Il nostro obiettivo è realizzare prodotti che si distinguono non solo per la qualità, ma anche per la storia che raccontano e per la sostenibilità del loro percorso produttivo.

Foto Autori EcoDelleForeste 04
Francesca Dini

Laureata in biotecnologie agrarie ed ambientali, responsabile dell’ufficio Marketing del PEFC Italia.

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Francesca Dini

Laureata in biotecnologie agrarie ed ambientali, responsabile dell’ufficio Marketing del PEFC Italia.

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