Dalla Sila al litorale toscano, passando per il Molise interno e la Valtellina, l’estate 2026 porta con PEFC Italia quattro novità che raccontano altrettanti modi di intendere la gestione forestale sostenibile: quello di un’azienda familiare, quello di due amministrazioni comunali e quello di un consorzio impegnato nella valorizzazione turistica dei propri boschi.
Calabria: la Silana AL.CA.TROT. certifica i boschi di San Giovanni in Fiore
Nel cuore della Sila, l’azienda Silana AL.CA.TROT. S.n.c. di Atteritano Antonio e C. ha ottenuto da CSQA la certificazione individuale di Gestione Forestale Sostenibile per 169,0807 ettari di proprietà, ricadenti nel comune di San Giovanni in Fiore (CS). Si tratta di rimboschimenti di pino laricio con presenza di latifoglie, impianti di douglasia, boschi di cerro e roverella, oltre a nuclei di pioppo e ontano napoletano. La certificazione, valida cinque anni, accompagnerà l’azienda nella vendita di lotti boschivi in piedi, secondo gli standard PEFC ITA 1000 e PEFC ITA 1001-1.
In Toscana il Comune di Calci certifica il Complesso dei Monti Pisani
Cambia scala e attore il secondo certificato con il Comune di Calci (PI) che attraverso il Settore 5, Opere Pubbliche, Protezione Civile e Ambiente, ha ottenuto da CSI la certificazione di 648,5583 ettari del Complesso Forestale Regionale “Monti Pisani-Pisa”, esteso anche nei territori di Buti e Vicopisano. Castagno, leccio, pino marittimo e robinia sono le specie principali di un patrimonio boschivo che l’amministrazione gestisce con una triplice finalità: conservazione naturalistica, fruizione turistico-ricreativa e vendita di lotti in piedi. Anche in questo caso lo standard di riferimento è quello nazionale, PEFC ITA 1000 e PEFC ITA 1001-1.
In Valtellina il Comune di Castello dell’Acqua certifica il proprio patrimonio forestale
Anche in Lombardia arriva una nuova certificazione comunale: il Comune di Castello dell’Acqua (SO) ha ottenuto da CSI la certificazione di 536,96 ettari delle proprietà forestali comunali. Abete rosso, abete bianco, larice, pino silvestre, castagno, faggio, betulla e pioppo sono le specie principali di un patrimonio boschivo gestito con finalità plurime: conservazione naturalistico-ambientale, vendita di lotti boschivi in piedi e produzione di legname da opera, paleria, legna da ardere, cippato, oltre a interventi di ingegneria naturalistica. Anche in questo caso lo standard di riferimento è quello nazionale, PEFC ITA 1000 e PEFC ITA 1001-1.
In Molise il Consorzio Forestale Matese valorizza “Le vie del grano e del Legno”
Chiude la rassegna un certificato di natura diversa, e che per la verità è stato rilasciato già da diversi mesi: non una Gestione Forestale Sostenibile, ma un Certificato di Servizi Ecosistemici, rilasciato da CSI al Consorzio Forestale Matese, già titolare del certificato di gruppo CSI-PEFC-GFS-004861. Il servizio riconosciuto è la valorizzazione turistica del cammino “Le vie del grano e del Legno”, che attraversa un mosaico di territori comunali per complessivi 623,33 ettari in provincia di Campobasso: Campochiaro (283,22 ha), Guardiaregia (225,88 ha), Sepino (67,1 ha), Cercepiccola (45,58 ha) e San Giuliano del Sannio (1,55 ha). Un esempio concreto di come la certificazione PEFC non si fermi al legno in piedi, ma sappia raccontare anche il valore sociale e turistico del bosco.
Quattro storie, quattro territori, un’unica direzione: quella di una gestione forestale che unisce economia, comunità e ambiente, e che continua ad allargare la mappa delle foreste italiane certificate PEFC, per un totale nazionale di 1.148.883,99 ettari certificati GFS e 94.280,1817 ettari per i Servizi Ecosistemici.
Foto da Kristaps Ungurs by unsplash


