Casa alpina del welfare: l’architettura in legno PEFC per la rinascita di un borgo montano

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Quando un progetto architettonico è più di un semplice edificio; è cultura, è rinascita, è sostenibilità.

Scopriamo insieme l’idea progettuale, la nascita e la realizzazione di un edifico pubblico, costruito per essere messo a disposizione della comunità di Ostana (CN), piccolo borgo ai piedi del Monviso, diventato negli ultimi anni simbolo di rinascita delle aree interne montane.

Intervista all’architetto Antonio De Rossi, Professore Ordinario di Progettazione architettonica del Politecnico di Torino, che ha progettato insieme a Massimo Crotti e Luisella Dutto la Mizoun de la Villo – Casa alpina del Welfare, edificio costruito con legno PEFC erogatore di servizi utili alla comunità.

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Com’è nato il progetto della Casa alpina del welfare?

Il progetto si inquadra in un processo di rigenerazione, avviato nel 1985 come uno dei percorsi di rivitalizzazione della montagna, che dal 2003 ha avuto nuova linfa grazie al cambio di rotta delle costruzioni funzionali a una nuova vivibilità della montagna. Il Comune di Ostana, nell’alta valle del Po, che nel 1921 si animava di 1.200 abitanti, arrivando poi a contarne solo 6 alla fine del ‘900, vede oggi una graduale e strutturata inversione di tendenza, contando oggi più di 50 residenti, con famiglie aventi un buon livello educativo, e le cui iniziative suscitano l’interesse anche dei cittadini di valle. L’edificio è parte integrante di una strategia rivolta alla costruzione dell’abitabilità di un borgo, puntando nella sua costruzione su due assi portanti: la cultura, intesa come rigenerazione sociale a base culturale, e l’altro asse è di carattere fisico-architettonico, mirando alla costruzione di edifici erogatori di servizi, proprio come Mizoun de la Villo. Infatti, questo edificio è stato pensato, progettato e costruito per fornire servizi alla comunità, che vede al suo interno un forno, una scuola per l’infanzia, gli archivi comunali e l’ambulatorio medico del paese.

Che ruolo ha avuto la sostenibilità nell’idea progettuale?

Sin dall’ideazione del progetto si è cercato un costante equilibrio tra aspetto energetico e sostenibilità dei materiali impiegati per la costruzione. 

Dal punto di vista energetico, la Mizoun de la Villo è in rete con il prossimo e sottostante Centro Sportivo e Benessere, denominato Aigo Peiro, condividendone la produzione geotermica, fotovoltaica e di solare termico.

Storicamente gli edifici delle Alpi Cozie sono eretti in pietra portante, avendo a disposizione per ciascun borgo una cava di estrazione della pietra, attività oggi dismesse; quindi, si è ragionato sull’utilizzo di materiale locale, rinnovabile e sostenibile come il legno.

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Quale legno è stato impiegato per la costruzione?

È stata data la priorità al reperimento di legno locale, preferibilmente piemontese, ma comunque certificato PEFC a garanzia di tracciabilità e sostenibilità del materiale e del processo di produzione. In seguito ai problemi logistici e all’interruzione del commercio scatenati dalla recente pandemia, i produttori e i commercianti si sono necessariamente organizzati localmente, e quindi non abbiamo riscontrato difficoltà a individuare tante filiere che si sono aggregate tra produzione, lavorazione e commercio di semi-lavorati in legno. Nella Casa alpina del welfare abbiamo impiegato lamellare di abete e tavolati di larice, forniti dalla I.L.M.A. Industria Legno Magliano Alpi S.r.l., azienda certificata PEFC per la catena di custodia, che ha sede a meno di 100 chilometri dal cantiere. 

Il progetto di Mizoun de la Villo è rientrato tra i 12 finalisti, tra gli 80 progetti candidati, del concorso “Wood Architecture Prize 2024” promosso da Klimahouse con il patrocinio di PEFC Italia, premio che rappresenta il primo riconoscimento a livello nazionale per l’architettura in legno che mira a promuovere la ricerca di un processo di progetto e costruzione attraverso il legno, che corrisponda ai criteri a livello internazionale dettati dalle urgenti questioni climatiche e della sostenibilità.

Il progetto è stato inoltre candidato al bando “Fondo Edilizia PEFC”, concorso internazionale che premia le più interessanti Certificazioni di Progetto PEFC, portando nella platea internazionale questo progetto architettonico che fa cultura, che è rinascita, che costruisce sostenibilità.

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Foto credits Laura Cantarella

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Francesco Marini

Gestione Forestale Sostenibile e processo revisione standard GFS

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