Foreste in Comune è una indagine socio-economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani dove la presenza del bosco (superficie e indice di boscosità) è messa in relazione con fattori demografici, economici e territoriali. Promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire, è una indagine resa possibile con elaborazione dei dati della Carta Forestale d’Italia e del Sistema informativo Nazionale delle foreste e delle filiere Forestali (SINFor) da parte di Marco Bonavia (PEFC) e Raoul Romano (CREA-FL), con successivo incrocio dei dati economico-sociali di Giampiero Lupatelli (Consorzio Caire), commenti ed interpretazione dei dati di Marco Bonavia, Antonio Brunori, Antonio Nicoletti e Giampiero Lupatelli.
Il comune più forestale d’Italia è Marcetelli, in provincia di Rieti, dove il 98,49% del territorio è coperto da boschi. Sul podio salgono poi Bormida (Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. Seguono, Drenchia (Udine) con il 96,79% e Grimacco (Udine) con il 96,59%. Nella top ten figurano inoltre Cosio d’Arroscia (Im), Sambuca Pistoiese (Pt), Quarna Sopra (Vb), Vignola-Falesina (Tn) e Rocca Canterano (Rm), tutti comuni nei quali oltre il 95% del territorio è occupato da superfici forestali. Gubbio, in Umbria, detiene invece il primato per estensione assoluta, con oltre 26.804 ettari di superficie forestale, seguito da San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 21.938 ettari e da Città di Castello (Perugia) con 21.838 ettari. Completano la top ten Massa Marittima (Gr), Firenzuola (Fi), Ventasso (Re), Arezzo, Bagno di Romagna (Fc), Spoleto (Pg) e Longobucco (Cs), tutti territori nei quali il bosco rappresenta una componente strutturale dell’identità locale.
L’indagine evidenzia come il 75,7% dell’intera superficie forestale italiana sia concentrata nei 3.596 comuni montani, che rappresentano meno della metà della superficie nazionale e ospitano appena il 13,5% della popolazione, ma svolgono un ruolo essenziale nella conservazione del capitale naturale del Paese. Allo stesso tempo in circa la metà dei 7.900 comuni italiani, l’indice di boscosità è inferiore al 20% e questi territori (prevalentemente quelli in pianura dove vive oltre i due terzi della popolazione italiana) ospitano meno del 10% delle foreste nazionali, confermando una distribuzione del patrimonio boschivo fortemente disomogenea.
Uno dei risultati più interessanti della ricerca riguarda il rapporto tra foreste e sviluppo territoriale. Il bosco non è più sinonimo di isolamento o arretratezza. Al contrario, molti comuni caratterizzati da elevata copertura forestale stanno mostrando una crescente capacità di attrarre nuovi residenti e investimenti. Qualità ambientale, benessere, contatto con la natura e migliori condizioni di vita stanno rendendo le aree forestali sempre più attrattive. Inoltre, lo studio evidenzia come le realtà più dinamiche siano spesso quelle capaci di integrare gestione forestale sostenibile, agricoltura di qualità, turismo e valorizzazione delle risorse naturali. Infatti, sul piano economico emergono elementi di particolare interesse visto che nei 1.113 comuni montani caratterizzati dai livelli di PIL pro capite più elevati, dove vive il 40,4% della popolazione montana, si concentra il 32,25% della superficie forestale dell’intero arco montano. Quasi la metà di questi territori presenta inoltre un indice di boscosità superiore al 60%. Inoltre le potenzialità della valorizzazione dei servizi ecosistemici forestali a favore delle comunità a valle sono degne di nota: emblematico proprio il caso di Marcetelli, dove il valore dei servizi ecosistemici generati dal bosco (regolazione delle risorse idriche, protezione del suolo, purificazione dell’aria, tutela della biodiversità, stoccaggio di carbonio) è stato stimato in circa 8 milioni di euro all’anno, valore calcolato dalla Green Community “IN. Alta Sabina”, guidata dal Comune di Rocca Sinibalda, dove Marcetelli è uno dei 9 comuni coinvolti.
Il rapporto Foreste in Comune offre una fotografia inedita del patrimonio forestale italiano e conferma la necessità di investire nella gestione forestale sostenibile, nella pianificazione territoriale e nella certificazione forestale. Questa indagine, insieme a quella del progetto #rigeneraboschi sulla percezione delle foreste presentata ad aprile su iForest (promossa da Sorgenia in collaborazione con PEFC Italia e varie università guidate dal prof. Sanesi dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro), dimostra quanto importante sia la conoscenza dei numeri reali, sia per i decisori pubblici che per i cittadini comuni, che considerano i boschi alleati chiave contro la crisi climatica (94%), rifugi per la biodiversità (90%) e strumenti per il benessere psicofisico (85%), sebbene la maggior parte non conosca ancora i vantaggi di una gestione forestale attiva rispetto alla crescita spontanea”
Per PEFC Italia, conoscere la distribuzione e il valore delle foreste rappresenta il primo passo per costruire politiche efficaci, sostenere le comunità che custodiscono questi territori e rafforzare il ruolo delle foreste come alleate nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo delle aree interne.
Il Rapporto, con cartine regionali e classifiche dei comuni a più alto indice di boscosità e a maggiore superficie boschiva, oltre a tre appendici con tutti i dati nazionali, è scaricabile da qui


