Il Parco Naturale Regionale delle Serre (VV) ottiene la certificazione PEFC di gestione forestale sostenibile

C’è un nuovo importante tassello nella mappa della gestione forestale sostenibile in Italia, il Parco Naturale Regionale delle Serre, che ha ottenuto la certificazione PEFC per il proprio complesso forestale, con una superficie di 828,34 ettari in provincia di Vibo Valentia. Il certificato (n. CSQA-PEFCIT-FM-85959) è stato emesso il 25 settembre 2026 da CSQA Certificazioni e ha validità fino al 24 settembre 2031, con sorveglianza annuale.

Uno standard al passo con i tempi

La certificazione è stata rilasciata a fronte dei nuovi standard PEFC ITA 1000:2025 e PEFC ITA 1001-1:2025, le versioni più recenti dello schema italiano. Il Parco delle Serre rientra quindi tra le realtà che accedono al sistema direttamente con il quadro normativo aggiornato, tra i primissimi in Italia a farlo. La certificazione è di tipo individuale, cioè intestata al solo ente gestore.

Una gestione pubblica, con più funzioni

Il patrimonio certificato è un complesso demaniale di proprietà della Regione Calabria, la cui gestione è affidata all’Ente Parco. Il piano di riferimento è il Piano di gestione e assestamento forestale (PGAF) 2021-2035, approvato dalla Regione.

Il certificato copre la gestione forestale sostenibile finalizzata a scopi conservativo-naturalistici, turistico-ricreativi e alla vendita di lotti in piedi. Sono funzioni diverse che convivono nello stesso territorio, e la certificazione serve a garantire che l’utilizzo del bosco avvenga nel rispetto di criteri ambientali, sociali ed economici verificati da un ente terzo indipendente.

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Il territorio

Il Parco Naturale Regionale delle Serre, istituito nel 1990, si estende su oltre 17 mila ettari e interessa 26 Comuni e tre Province: Catanzaro, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Gli 828,34 ettari certificati, circa il 5% del totale, sono boschi demaniali in provincia di Vibo Valentia, nel comprensorio delle Serre Calabresi. Il protagonista è l’abete bianco, il “principe dei boschi delle Serre” secondo le guide del Parco, un superstite delle ultime glaciazioni, che sopravvive nel Sud Italia grazie al microclima delle faggete. Accanto ad esso crescono faggio, castagno e pino laricio, oltre alla douglasia dei rimboschimenti, in un territorio che ha anche una forte tradizione nella lavorazione del legno e del carbone e che ospita la Certosa di San Bruno, un monastero in regime di clausura stretta fondato poco dopo l’anno 1000, un luogo di silenzio, preghiera e contemplazione, ancora oggi abitato da monaci certosini.

Un patrimonio forestale diversificato

Le tipologie forestali certificate sono boschi di abete bianco, rimboschimenti di castagno e boschi cedui di castagno, e rimboschimenti di conifere.

Le specie prevalenti sono castagno, abete bianco, pino laricio e douglasia, in una realtà che comprende sia cedui sia fustaie. Questa varietà di forme di governo e di soprassuoli è uno degli aspetti che rendono significativo il risultato.

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Il percorso di verifica

L’iter ha previsto una verifica documentale a distanza in aprile e una visita ispettiva presso l’ente in maggio 2026. Gli auditor hanno valutato il sistema di gestione (procedure, istruzioni operative, modulistica per le registrazioni) e hanno visitato in campo alcune particelle interessate da interventi in corso, verificando anche la documentazione tecnica e amministrativa dei lotti.

La parola al direttore

L’idea del percorso di certificazione è nata nel settembre 2023, dopo l’approvazione del Piano di Gestione Forestale. Non volevamo limitarci ad affermare che i nostri boschi vengono gestiti in modo sostenibile, pertanto abbiamo scelto di sottoporre questa gestione a criteri e verifiche indipendenti, spiega il direttore Francesco Maria Pititto.

Conservazione, fruizione e uso del legno fanno parte di un’unica strategia; vogliamo dimostrare – aggiunge Pititto – che la tutela può convivere con una gestione attiva e responsabile, che la certificazione aiuta perché rende verificabili le scelte e i loro effetti nel tempo, evitando di museificare il patrimonio forestale.

Per le imprese che acquistano lotti in piedi, ai controlli già consolidati si aggiungono protocolli standardizzati e attenzione a sicurezza, formazione e tutela ambientale, fornendo quindi un’occasione di responsabilizzazione e crescita professionale. Il legname potrà essere valorizzato commercialmente, se la filiera rispetta la catena di custodia. Sul territorio, il Parco punta a rafforzare l’immagine delle Serre, favorire filiere corte e costruire un rapporto di fiducia con comunità e istituzioni.

Agli altri enti, il direttore del Parco indica la certificazione come uno strumento per migliorare la gestione pubblica e rendere misurabili gli impegni: la vera sfida non è soltanto possedere boschi di valore, ma dimostrare di saperli amministrare nell’interesse delle generazioni presenti e future.

Per saperne di più: link al certificato nel database PEFC e sito web del Parco.

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Luca Rossi

Giornalista pubblicista con Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile, lavora ai contenuti e alle forme in Eco delle Foreste dal 2018.

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Luca Rossi

Giornalista pubblicista con Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile, lavora ai contenuti e alle forme in Eco delle Foreste dal 2018.

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