La superficie forestale italiana si arricchisce di tre nuove realtà che hanno ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile, per un totale di quasi 1.950 ettari di boschi gestiti secondo lo standard PEFC.
Carnovale S.r.l. – Società Agricola Forestale (Colle di Val d’Elsa, SI)
Il 3 febbraio 2026, CSQA ha rilasciato la certificazione alla società Carnovale S.r.l. per la gestione sostenibile di 245,03 ettari situati nei comuni di Calenzano e Barberino di Mugello (FI). Si tratta di un’azienda familiare che gestisce direttamente le proprie superfici boscate, occupandosi dell’intera filiera: dall’utilizzazione forestale alla prima trasformazione nella segheria aziendale. Le tipologie forestali certificate sono estremamente variegate e includono cerrete, carpineti, arbusteti e fustaie di conifere in via di rinaturalizzazione. L’azienda produce sia biomasse per uso energetico (legna da ardere, cippato, pellet), sia legname da lavoro come pali in castagno per recinzioni e impianti vitivinicoli.
Consorzio Forestale Montagne Biellesi (Graglia, BI)
Il 2 marzo 2026, CSQA ha certificato la gestione sostenibile di 1.185,4 ettari gestiti dal Consorzio Forestale Montagne Biellesi, in provincia di Biella. Il Consorzio, attivo dal 2014, coordina le proprietà forestali di diversi soci, tra cui Comuni e soggetti privati. L’area certificata comprende una grande varietà di specie tipiche del territorio, tra cui faggete, castagneti, acero-tiglio-frassineti, alneti e rimboschimenti di conifere. L’attività principale riguarda la vendita di lotti in piedi e di assortimenti in catasta, garantendo una gestione coordinata e sostenibile delle risorse montane.
Società Agricola Castellaccia di Luriano di Gaia e Sveva Misciattelli & C. S.n.c. (Chiusdino, SI)
Il 16 marzo 2026, CSQA ha rilasciato la certificazione per il complesso forestale “Azienda Agricola La Castellaccia”, situato a Chiusdino, in provincia di Siena. La certificazione interessa 518,36 ettari caratterizzati da formazioni tipiche della collina toscana, come il carpineto misto, il castagneto acidofilo e la cerreta mesofila. Tra le specie presenti si annoverano cerro, leccio, carpino, roverella e castagno. L’attività certificata riguarda specificamente la vendita di lotti in piedi, confermando l’impegno della proprietà privata nella valorizzazione responsabile del patrimonio boschivo.
Queste nuove certificazioni testimoniano la continua crescita della gestione forestale responsabile in Italia, evidenziando come diverse forme di gestione — dall’impresa familiare al consorzio forestale, fino alla proprietà privata agricola — convergano verso l’obiettivo comune della sostenibilità ambientale ed economica.
La superficie nazionale certificata PEFC si attesta così, a fine marzo 2026, a 1.128.118,79 ettari.
Foto di Irina Iriser su Unsplash


