Nel 2025, PEFC Italia ha rinnovato per il terzo anno consecutivo il proprio impegno nella promozione dell’architettura in legno di qualità attraverso la partnership con il Wood Architecture Prize, iniziativa promossa da Klimahouse, punto di riferimento per l’edilizia sostenibile e l’innovazione nel costruire.
Una selezione di eccellenza: i 12 finalisti
Arrivando all’edizione di quest’anno con 96 candidature, il Wood Architecture Prize ha confermato un livello qualitativo particolarmente elevato. La giuria si è confrontata con una rosa di 12 finalisti, espressione di un panorama progettuale maturo e articolato, capace di interpretare il legno in contesti, scale e funzioni molto diverse.
I progetti vincitori
Tra le opere finaliste, tre interventi si sono distinti per chiarezza concettuale, qualità costruttiva e uso consapevole del legno. Tutti e tre i progetti vincitori sono stati realizzati utilizzando legno certificato PEFC, a garanzia di una provenienza sostenibile del materiale e del rispetto dei principi di gestione forestale responsabile.
The Big Zip – A House for Happy Cows, progettato dallo studio act_romegialli a Mantello (SO), ha dimostrato come anche una destinazione d’uso agricola possa diventare occasione di architettura di alto livello. La stalla è stata interpretata come modello replicabile, capace di coniugare leggerezza, trasparenza e solidità strutturale, restituendo dignità e qualità a un edificio di servizio.
Le Nuove Scuole Medie di Primiero, firmate da Mimeus Architettura e Campomarzio a Fiera di Primiero (TN), hanno proposto un’idea di scuola intesa come luogo accogliente e riconoscibile. Il progetto si è distinto per la chiarezza distributiva, organizzata attorno a un grande atrio centrale, e per un linguaggio architettonico sobrio, capace di mettere al centro le persone.
L’Edificio multifunzionale di Barbiano (BZ), realizzato da Roland Baldi Architects, ha affrontato con sensibilità il tema dell’inserimento paesaggistico di un intervento complesso, nato da un finanziamento PNRR. Il legno, utilizzato anche in funzione strutturale e lasciato a vista, è stato declinato con autenticità, evitando soluzioni autoreferenziali e dialogando con altri sistemi costruttivi.
Le menzioni speciali
Accanto ai vincitori, la giuria ha assegnato quattro menzioni speciali.
La Menzione progettista Under 35 è andata al progetto Maso Stregozzi, dell’architetto Michele Sicher a Rabbi – San Bernardo (TN), anch’esso realizzato con legno certificato PEFC, per la capacità di reinterpretare l’abitazione rurale in legno con attenzione alla qualità costruttiva, al contesto e alla tradizione locale.
La Menzione speciale della giuria per la riqualificazione della Contrada Polaggia, a Berbenno di Valtellina (SO), firmata dall’architetto Edoardo Colonna di Paliano, ha premiato un intervento complesso e di ampio respiro, capace di operare in modo coerente dalla scala urbanistica a quella edilizia all’interno di un tessuto storico articolato.
Un’ulteriore Menzione speciale della giuria è stata attribuita al progetto T+T, dell’architetto Stefano Piraccini a Cattolica (RN), riconosciuto come esempio virtuoso di demolizione e ricostruzione residenziale, per originalità tipologica e qualità esecutiva.
La Menzione speciale filiera PEFC
Un approfondimento particolare è stato riservato alla Menzione speciale filiera PEFC, assegnata al progetto Punto Luce Gallaratese, progettato dallo studio AOUMM a Milano e realizzato in cantiere da Legnolandia, società friulana certificata PEFC. L’intervento commissionato da “Save the Children” si è distinto per la sua forte rilevanza sociale all’interno di un contesto metropolitano complesso, caratterizzato da criticità urbane e relazionali.
Partendo da vincoli importanti, come il riuso di una gabbia di fondazioni preesistenti a maglia quadrangolare, il progetto ha riorganizzato l’impianto in una configurazione centrale a sviluppo anulare irregolare. L’architettura e il disegno degli spazi aperti hanno così introdotto un luogo di relazione e di “respiro”, rafforzando il dialogo tra spazi interni ed esterni e restituendo qualità all’esperienza quotidiana degli utenti. La menzione ha inteso valorizzare non solo l’esito progettuale, ma anche l’attenzione alla filiera del legno e alla provenienza certificata del materiale.
Una conferma importante per la filiera PEFC
L’edizione 2026 del Wood Architecture Prize ha rappresentato per PEFC una conferma importante: come già evidenziato, tutti i progetti vincitori – compresi quelli premiati con la Menzione speciale filiera PEFC e la Menzione Under 35 – hanno impiegato legno certificato PEFC, grazie al contributo delle aziende della filiera che hanno garantito l’utilizzo di materiali provenienti da foreste gestite in modo sostenibile..
Un risultato che dimostra come la certificazione forestale PEFC sia sempre più riconosciuta come elemento qualificante dell’architettura contemporanea, capace di unire sostenibilità ambientale, qualità progettuale e responsabilità sociale, trasformando il legno in uno strumento concreto di innovazione e cura dei territori.


