In occasione del Giubileo Francescano l’Ordine Francescano Secolare di Lombardia, con la Fraternità di Lovere e il Consorzio Forestale di Bassa Valle Camonica hanno realizzato un tavolo panca in castagno grezzo proveniente dai boschi certificati PEFC, con inciso una frase del Cantico delle Creature di San Francesco “Laudato Si mi Signore cum tucte le Tue creature”. Tre tavoli panca installati presso il Convento di Lovere (Bergamo), il Convento di Baccanello (Bergamo) e nei boschi di Gianico, vogliono essere testimoni di ecologia integrale: piazzole ove accogliere le famiglie in un momento di ristoro e per promuovere la cultura della gestione attiva e sostenibile della risorsa forestale, certificazione forestale, contrasto al traffico illegale di legname, valorizzazione delle risorse locali e delle filiere corte certificate.
Il progetto nasce nell’ambito del programma “100% Castagno”, promosso dal Consorzio Forestale Bassa Valle Camonica, che punta a rilanciare la filiera locale del castagno attraverso interventi concreti di gestione attiva del bosco e certificazione PEFC, a cui l’Ordine Francescano Secolare, ha partecipato con l’impegno al recupero di circa 1,5 ettari di castagneti abbandonati nel comune di Gianico (BS) scegliendo di adottare un modello di conversione dal governo ceduo a quello ad alto fusto. Una scelta che guarda al lungo periodo e che favorisce una maggiore stabilità ecologica del bosco, incrementandone il valore ambientale e paesaggistico.

Il progetto “100% Castagno” vuole lanciare un messaggio chiaro: la cura dei boschi passa attraverso una gestione attiva e sostenibile, resa possibile anche grazie al coinvolgimento di soggetti privati e alla creazione di filiere territoriali capaci di generare economia locale. In questo percorso, la certificazione forestale PEFC rappresenta uno strumento fondamentale per garantire trasparenza, sostenibilità e valorizzazione delle risorse forestali.
Contrastare l’abbandono dei boschi significa infatti prevenire il degrado del territorio, preservare biodiversità e paesaggio e creare nuove opportunità per le comunità montane. Progetti come questo dimostrano come la collaborazione tra enti forestali, realtà sociali e cittadini possa trasformare la gestione forestale sostenibile in un motore di sviluppo concreto per i territori.


