Il legno certificato PEFC alla prova del PNRR: la rivoluzione sostenibile dell’edilizia scolastica

Il PNRR ha avviato il più vasto programma di rinnovamento dell’edilizia scolastica della storia repubblicana: oltre 12 miliardi di euro26.130 progetti, con un piano di sostituzione edilizia da 1,19 miliardi per la costruzione di 216 nuove scuole al posto di edifici energivori e insicuri. Il legno è emerso come materiale protagonista: circa il 40% dei bandi ne prevede l’uso strutturale, rendendo la scuola un banco di prova per l’intera filiera nazionale.


Il PNRR per le scuole in cifre (maggiori dettagli nell’approfondimento di Openpolis)

  • Messa in sicurezza e riqualificazione: 4,4 mld € – 3.121 progetti
  • Costruzione nuove scuole: 1,19 mld € – oltre 200 progetti
  • Asili nido e scuole dell’infanzia: oltre 3 mld € – 3.227 progetti
  • Scuola 4.0 (aule e laboratori): 2,1 mld € – 17.301 progetti
  • Estensione tempo pieno/mense: 1 mld € – 1.863 progetti
  • Palestre e sport a scuola: 300 mln € – 411 progetti



Efficienza energetica e ruolo del legno

I dati del XXV Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente (2025) mostrano uno scenario critico: il 66,6% degli edifici con certificazione energetica si trova nelle classi E, F o G, e solo il 6,5% raggiunge la Classe A. Appena il 27,4% degli edifici dispone di una certificazione, e solo il 21,3% ha impianti da fonti rinnovabili. Al ritmo attuale servirebbero oltre 70 anni per coprire l’intero patrimonio. Il legno, grazie alle sue proprietà isolanti, è la risposta più immediata all’obbligo NZEB (Nearly Zero Energy Building) per le nuove costruzioni pubbliche. Caso emblematico: la scuola dell’infanzia “Giardino Pozzati” di Bologna, con struttura XLam e lamellare, classe A4, fotovoltaico da 35 kW, pompa di calore e raccolta acque piovane.


Vetustà, sicurezza e bioedilizia

Il patrimonio scolastico soffre anche di gravi carenze strutturali: solo il 47,2% degli edifici ha il certificato di agibilità, il 45,2% il collaudo statico e il 37,1% necessita di interventi urgenti. Sul fronte sismico, su 400 edifici in zona 1 (la più pericolosa) meno del 15% è adeguato alle norme antisismiche vigenti. La bioedilizia in legno resta marginale (solo l’1,1% degli edifici scolastici), ma il PNRR rappresenta un’occasione storica per invertire rapidamente questa tendenza.


Inclusività e abbattimento delle barriere architettoniche

Il 49,45% delle scuole italiane non è ancora pienamente accessibile (carenza di ascensori nel 46% dei casi, bagni inadeguati, assenza di rampe). La prefabbricazione in legnoconsente di integrare soluzioni di accessibilità già in fase di progettazione BIM, riducendo tempi e costi. Esempio concreto: il Plesso dell’infanzia di Gattinara (VC), dove il legno XLAM è stato impiegato per pareti portanti, solai, vano ascensore, rampe e coperture.


CAM, PEFC e obbligo di filiera sostenibile

Il D.Lgs. 36/2023 rende obbligatoria l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per ogni gara pubblica. Il criterio 2.5.6 impone che tutti i prodotti in legno provengano da foreste gestite in modo sostenibile, certificati PEFC o FSC con Catena di Custodia (scopri di più su CAM e certificazione PEFC). Il principio DNSH (Do Not Significant Harm) rafforza ulteriormente questo obbligo, includendo la certificazione forestale nella conformità progettuale. Un criterio premiante (3.2.5) assegna punteggio aggiuntivo per l’approvvigionamento di almeno il 60% dei materiali entro 150 km dal cantiere: poiché più del 90% delle foreste italiane certificate segue lo schema PEFC, è un’opportunità concreta per segherie di valle ed economie montane. Tuttavia, come denuncia Marco Bussone (Presidente PEFC Italia e UNCEM), si ricorre ancora troppo spesso a lamellare e XLam dall’estero per via della scarsa gestione attiva degli 11 milioni di ettari di foreste italiane.


La filiera italiana: dati e protagonisti

Il comparto costruzioni in legno vale 2,3 miliardi di euro (dati 2023), con grandi aziende a +4,6% di fatturato e +7% di occupazione. L’Italia è il terzo produttore europeo di case in legno; i poli principali sono Trentino, Lombardia e Veneto. Nelle 216 scuole PNRR, l’85% prevede demolizione e ricostruzione in loco, per una superficie totale di oltre 500.000 mq. XLAM Dolomiti di Castelnuovo (TN) incarna il modello virtuoso: pannelli CLT con abete rosso locale, approvvigionamento esclusivo da foreste PEFC o FSC, lavorazione CNC con QR code per il cantiere digitale, colle poliuretaniche senza formaldeide e montaggio in 4–8 settimane.


Casi documentati di scuole in legno PEFC

  • Asilo nido di Guastalla (RE), 2015: Rubner Holzbau, lamellare di abete rosso PEFC alpino, 120 bambini, post-sisma Emilia.
  • Scuola di Gualdo (MC): costruita in 4 settimane per 132.000 € con pannelli PEFC del Trentino, post-terremoto 2016.
  • Scuola e nido di Norcia (PG): completata in 3 settimane con lamellare PEFC italo-austriaco da Rubner Haus e Mission Bambini.
  • Progetto “Amata Amatrice”: polo culturale con mensa scolastica progettato da Stefano Boeri in lamellare PEFC del Friuli Venezia Giulia.



Un valore educativo e sociale

Costruire in legno certificato trasmette un messaggio concreto alle nuove generazioni: l’edificio scolastico diventa strumento didattico sulla sostenibilità e il ciclo vitale delle foreste. Il PNRR offre inoltre l’opportunità di integrare la certificazione LEED: il US Green Building Council ha introdotto un percorso pilota (ACP) che riconosce il legno PEFC per 75.000 progetti nel mondo. Come sottolinea Antonio Brunori (Segretario Generale PEFC Italia), questo riconoscimento amplia il valore del legno certificato per i progettisti italiani delle scuole di domani.


Foto di Susan Q Yin su Unsplash

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Luca Rossi

Giornalista pubblicista con Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile, lavora ai contenuti e alle forme in Eco delle Foreste dal 2018.

Immagine di Luca Rossi

Luca Rossi

Giornalista pubblicista con Laurea Magistrale in Sviluppo Rurale Sostenibile, lavora ai contenuti e alle forme in Eco delle Foreste dal 2018.

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