22 maggio, il Cansiglio diventa palcoscenico di musica e cultura

Domenica 22 maggio, in occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità, si è svolta sul pian del Cansiglio uno speciale evento all’aperto, proposto da Veneto Agricoltura con il patrocinio della Regione del Veneto, il supporto del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC e PEFC. Come vi avevamo già segnalato in un precedente articolo, infatti, questa zona, ed in particolare la “Foresta dei Dogi” è stata insignita per la prima volta al mondo della certificazione per i servizi ecosistemici della tutela della biodiversità secondo il nuovo standard PEFC, rilasciato nella sua prima versione nell’agosto 2021. 

Un omaggio quindi ad un territorio e alla sua foresta votati alla piena tutela della biodiversità. Una foresta piena di ospiti che per l’occasione hanno potuto godere di uno spettacolo unico, immersi nella quiete dei prati e della natura di questi luoghi.

Dalle 12 infatti è stato proposto un recital per pianoforte con intermezzi recitati. Per la parte musicale, al piano c’era Gloria Campaner, veneziana, considerata una delle pianiste più versatili e trasversali della sua generazione, che ha eseguito la Toccata e fuga in re minore BWV 565, trascrizione per pianoforte di F. Busoni e i sei momenti musicali Op. 16 di S. Rachmaninov. Andrea Bellacicco invece ha fatto da voce recitante, proponendo alcuni brani tratti da “Il segreto del Bosco Vecchio” di Dino Buzzati, nel cinquantesimo anniversario della morte del grande scrittore bellunese.

Presente anche il presidente della regione Veneto Luca Zaia che ha così commentato: “Il mio plauso per l’iniziativa promossa da Veneto Agricoltura nella Giornata Internazionale della Biodiversità, il Cansiglio è un luogo di elezione della biodiversità, la prima area certificata al mondo per il servizio ecosistemico della tutela della biodiversità secondo lo standard internazionale PEFC. “In quest’occasione si è celebrato il Cansiglio ma anche il grande scrittore bellunese, Dino Buzzati nel 50° anniversario della sua morte, ricorda che “la foresta più bella, se pur minore, il cosiddetto Bosco Vecchio, era stata completamente rispettata”, quasi a presagire nel 1935 l’importanza di tutelare il nostro ambiente. Oggi possiamo farlo con scelte di vita sostenibili, sia sociali sia economiche. È un obiettivo che coinvolge tutta la comunità per garantire un futuro migliore e salvaguardare i nostri ecosistemi tenendo conto delle attività umane ma anche dei cambiamenti climatici”. 

Insomma, un omaggio ad una terra votata al rispetto, alla cura e alla valorizzazione del proprio patrimonio forestale. Questo evento ci dimostra la reale potenza di un luogo come questo anche in campi apparentemente distanti come quello artistico. Il nostro consiglio è ancora una volta quello di vivere le foreste e magari sceglierle come meta per le prossime vacanze estive ormai alle porte.

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