L’asino e la tigre

Pubblichiamo la risposta del PEFC all’articolo pubblicato da Greenpeace

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/lasino-e-la-tigre/blog/35911/

Siamo senza parole!
Per iniziare la Campione, nel suo nuovo comunicato ripete gli errori da noi segnalati nel comunicato stampa (dice che è delirante, ma non l’ha letto!), addirittura dice che non hanno detto che le foreste indonesiane sono certificate PEFC, ma solo i prodotti con il marchio!
Intanto non l’hanno capito tutti i giornalisti che hanno ripreso il loro comunicato, che hanno passato ai propri lettori proprio questa informazione sbagliata (chissà, forse la Campione ha scritto il comunicato che era fraintendibile?)
Poi inizia con l’ennesima mezza verità, che solo gli esperti possono interpretare nella luce vera che ha questa informazione.
Scrive “un discreto numero di concessioni di APP in Indonesia sono state verificate secondo gli standard del PEFC come fonti non controverse, quindi legali, da SGS (un ente certificatore accreditato dal PEFC).” Sono queste affermazioni che sono incredibili, perché come sempre sono un misto di concetti che sono uniti artatamente per raggiungere un obiettivo prestabilito, indipendentemente dal punto di partenza.
Il fax che arriva al PEFC mi mostra infatti un certificato che si chiama “SGS TLTV – Verification of origin”, dove SGS dichiara che il materiale che è dichiarato provenire da specifiche piantagioni indonesiane della APP, veramente viene da quelle piantagioni.
Ora, le cose sono due: o questo certificato di SGS dichiara il falso (e allora Greenpeace dovrebbe puntare il dito su SGS) oppure dimentica che la procedura della valutazione di legname da fonti controverse del PEFC non si basa sulle semplici dichiarazioni di legalità, ma su una analisi del rischio che le procedure PEFC hanno implementato, tanto quanto FSC, incrociando le informazioni sui Paesi a rischio (e l’Indonesia è uno di quelli) e la trasparenza nella catena di fornitura dal Paese d’origine.
Cita SGS come un organismo indipendente accreditato a fare certificazione forestale PEFC: certo, ma è accreditato anche per lo schema FSC, per la ISO 14001, ecc … perché cita solo il nostro schema ? Dove vuole arrivare o meglio cosa vuol far capire? Sono queste allusioni che per me sono incomprensibili, perché vogliono creare un caso là dove non c’é!
Il problema è che fare affermazioni come “un discreto numero di concessioni di APP in Indonesia sono state verificate” senza poi citare fonti, o nomi, o numeri e dare quindi un seguito ad una affermazione perentoria, è per noi poco credibile, vanificando uno sforzo che mira a trovare la verità in aree agli occhi nostri così lontani, ma emotivamente così vicine.
Il fatto è che ogni occasione è buona per denigrare e affondare il nostro schema che antagonista a quello che considerano il migliore, anche se nei fatti il nostro schema tutela la piccola proprietà forestale, favorisce la filiera corta, promuove la gestione sostenibile nelle aree economicamente marginali … ma alla Campione tutti gli esempi positivi sono irrilevanti.

Greenpeace non ci ha mai chiesto di occuparsi del problema, è una ennesima boutade: lo avesse fatto ci saremmo seduti ad un tavolo e avremmo provato a trovare dei punti comuni nella lotta alla deforestazione mondiale, alla illegalità e alla criminalità nel traffico del legname. Li tacciamo di essere “falsi”, “scorretti”, “infamanti”, “disinformati”, e diamo motivazione delle nostre affermazioni, proprio perché le nostre organizzazioni si trovano affiancate solo nei titoli dei comunicati stampa dopo i lanci delle loro campagne, che contengono loro accuse false e tendenziose. E questo non sta bene a noi, perché abbiamo più di una volta chiesto di lavorare assieme per obiettivi comuni, nonostante la evidente preclusione a priori nei nostri confronti.
Questo non vuol dire che non prendiamo in seria considerazione quanto accada nelle aree che loro periodicamente monitorano, ma non arriviamo a conclusioni affrettate, soprattutto quando viviamo sulla nostra pelle la maniera con cui certe ONG ambientaliste manipolano le informazioni che ci riguardano.
Sul tema delle conversioni delle foreste in piantagioni, sul tema degli OGM, sul tema della conservazione della biodiversità (per fare esempi), PEFC ha fatto passi enormi proprio da quando sono entrati schemi di paesi tropicali, perché certi temi non erano presenti nelle foreste europee. Ma proprio grazie alla rete di organizzazioni ambientaliste che appoggia il PEFC in tutto il mondo (ad esclusione di WWF e Greenpeace, ovviamente) abbiamo potuto crescere, perché importanti stakeholder della filiera foresta-legno. Ci chiediamo ancora: ma perché continuare a screditarci invece di collaborare?

Redazione

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