“Il destino di un albero”. Il nuovo cortometraggio prodotto dagli studenti del CFP ENAIP di Tesero

Di Alessio Mingoli 

In Trentino, a Tesero, c’è un Centro di Formazione Professionale che oltre ad operare nel settore alberghiero e della ristorazione dal 2003 si occupa di formazione nel settore del legno. Un indirizzo quest’ultimo che ha riscosso successo, con studenti provenienti da diverse parti d’Italia oltre che dal Trentino, tutti uniti dalla passione per le foreste e per il legno. La struttura si distingue da tempo per iniziative interessanti ed ha utilizzato più volte i video come forma espressiva per i suoi allievi. A tal proposito, è da poco stato realizzato un cortometraggio dal titolo “Il destino di un albero”, la storia di un abete sopravvissuto alle sofferenze della grande guerra, ma spezzato dalla furia apparentemente incomprensibile della tempesta Vaia. 

Gli studenti dell’ENAIP però hanno voluto donare una nuova vita all’albero, trasformandolo in un’arpa eolica, ricollocandolo sulle sue stesse radici e incaricandolo di un nuovo patto con la Natura, fondato sul rispetto reciproco. 

Giada Mearns, insegnante responsabile del progetto, ci ha spiegato che uno degli scopi principali del video è quello di far capire al pubblico che dietro agli oggetti in legno o carta che popolano le nostre case (dai pavimenti ai tavoli ai libri fino agli utensili di diverso tipo) ci sono appunto gli alberi, esseri viventi con storie e un valore unico, che spesso hanno un destino che va oltre quello di fornirci ossigeno e che è legato all’avere una vera e propria seconda vita.   
Simbolicamente il suono generato dal vento dell’arpa nata dal vecchio abete accompagnerà la crescita delle nuove piantine, celebrando la rinascita della foresta.

Il video, inoltre, ha l’obiettivo di sensibilizzare sul ruolo della gestione forestale sostenibile sia per mitigare gli effetti di eventi climatici estremi come quello di Vaia, sia per scardinare l’idea che il taglio di un albero sia sempre una cosa negativa e che anzi, una gestione attiva del bosco permetta non solo di avere benefici ambientali ma di ottenere oggetti di uso quotidiano sostenibili.

I ragazzi per lavorare al video hanno collaborato con figure importanti come il professor Lucio Montecchio docente di patologia vegetale di Scienze Forestali all’Università di Padova e con il cantautore Giorgio Gobbo, da sempre legato a boschi e montagne, che ha scritto le musiche originali che accompagnano il corto.

Ci troviamo ancora una volta di fronte ad un esempio lampante del rapporto tra natura e cultura, della magnifica sinergia in cui la natura funge da fonte d’ispirazione e l’arte contribuisce a sensibilizzare e consolidare la percezione del suo valore. Tutto il video è dedicato alla memoria di Giuseppe Zanoner, un “segantino” scomparso la scorsa estate, che gestiva una segheria storica della val di Fassa e che ha collaborato spesso con la scuola. Era un profondo conoscitore ed amante del legno, apprezzato anche da moltissimi altri artigiani della zona.

Cliccando qui potete vedere anche voi il cortometraggio in questione.

Autore dell'articolo: Redazione

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