Premio Comunità Forestali Sostenibili 2020. I vincitori della Categoria Prodotto di origine forestale

Di Francesca Dini

Un albergo ottenuto da una casa contadina della tradizione Occitana, nel cuore della Val Maira, tra Acceglio e Chiappera, questo il luogo in cui Cobola Falegnameria, azienda piemontese certificata PEFC ha messo in pratica la sua arte per ristrutturare ed ampliare la Locanda Mistral. Ed è con questo progetto che la Cobola falegnameria, azienda di produzione, realizzazione e installazione di serramenti in legno certificati si è aggiudicata il primo posto nella categoria Prodotto del premio Comunità Forestali Sostenibili.
Il progetto si caratterizza per l’uso di materiali a basso impatto, legno locale certificato, isolanti da riciclato, pietra locale per il manto di copertura istallati a secco. Ci racconta Emanuele Magra, responsabile commerciale della Cobola, come tramite questo progetto l’azienda abbia voluto dimostrare le potenzialità del principio del “cradle to cradle” (dalla culla alla culla) tecnica vincente non solo dal punto di vista produttivo ma anche per i benefici a livello ambientale e sociale. Queste scelte hanno infatti dotato l’edificio di una nuova prospettiva che va al di là della bellezza del suo rinnovato aspetto ed arriva alla sua nuova identità di edificio come deposito di materiali.  
La scelta della messa in opera rende l’edificio totalmente smontabile con l’eccezione della platea di fondazione. La falegnameria Cobola è riuscita quindi a conciliare le necessità tecniche della nuova struttura con un sapiente uso dei materiali e delle tecniche creando una struttura che possa garantire il massimo apporto di luce naturale durante l’anno che garantisse al tempo stesso un valido riparo nei mesi in cui c’è rischio valanghe. Un edificio sostenibile perché garantito da diverse certificazioni: quella PEFC del legno utilizzato, la low carbon timber per i processi di costruzione e non solo. L’edificio è anche caratterizzato dalla certificazione dei componenti per case passive rilasciata del Passiv Haus Intitut. Come ricorda Giuliano Decostanzi responsabile marketing, l’azienda che lavora da anni nel settore sia nel territorio italiano che internazionale ha infatti scelto la qualità del proprio lavoro riconosciuta anche dalle certificazioni utilizzate come strumento di marketing verso il pubblico. La video intervista ai vincitori della categoria è visibile da qui

Al secondo posto della categoria prodotto troviamo la Società Cooperativa Valli Unite del Canavese azienda agroforestale nata nel 1996, che negli anni ha dato vita al Consorzio Forestale del Canavese e ad un centro per la valorizzazione del legno locale, la Segheria Valle Sacra. Il progetto che si è aggiudicato il podio riguarda la creazione di parcheggi verdi con l’utilizzo di tavole di legno di castagno locale e certificato PEFC pre-assemblato mediante viteria e posato in loco. Un altro bell’esempio di uso di materiali sostenibile e riciclabili.

Il terzo classificato è la Aschieri-De Pietri Srl, impresa familiare nata negli anni 70, oggi fornitore di prodotti certificati PEFC per il settore del fai da te della GDO. I prodotti per cui si aggiudica il terzo posto sono tutti caratterizzati del valore aggiunto della materia prima legno, dalla loro salubrità e sostenibilità, dalla praticità dell’utilizzo e dall’innovazione. Tra questi sicuramente il più attuale è il parafiato certificato PEFC con legname di provenienza alpina, è un prodotto nato dall’esigenza di protezione anti-covid: è semplice, facile da montare, molto stabile, senza viti e senza colla e chiunque può usarlo nella sua attività con sicurezza. 

Autore dell'articolo: Redazione

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