Certificazione & Qualità. I due cardini della strategia aziendale di Cominotto Legnami

di Redazione PEFC Italia
Un titolare con oltre quarant’anni di esperienza alle spalle nel settore del legno. Un’azienda che ha ormai superato i vent’anni di attività e raggiunto dimensioni di tutto rispetto: 40mila metri quadri di magazzino, 5mila metri cubi di tronchi lavorati ogni anno, 18 addetti e oltre due milioni di euro di fatturato. E, per il futuro, una strada caratterizzata da forti investimenti nell’innovazione e nella sostenibilità ambientali. Due fattori che, anche in un settore tradizionale come quello del legno, possono fare la differenza tra successo e sconfitta di un progetto industriale.
La Cominotto Legnami di Spilimbergo (UD) è una delle tante aziende friulane che eseguono lavorazioni del legno da destinare, una volta trattato, all’industria del mobile e della sedia in Italia e all’estero. Faggio, frassino, rovere, ciliegio, acero. Molti i legni lavorati in base alle esigenze dei clienti finali, ad accomunarli però è la provenienza: “i tronchi acquistati – spiega Daniele Cominotto, figlio dello storico titolare Ferruccio – vengono tagliati seguendo criteri di rispetto dell’ambiente. Gran parte dei nostri fornitori infatti sono in possesso della certificazione PEFC. Una garanzia essenziale per essere sicuri che il legname provenga da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità ambientale e di rispetto dei diritti delle popolazioni locali e dei lavoratori”.
Non solo una (meritoria) preoccupazione etica. Ma anche un asset commerciale sempre più essenziale, come spesso toccano con mano le realtà industriali che fanno la medesima scelta di Cominotto: “Nel nostro caso – prosegue Daniele – lo stimolo è giunto da uno dei nostri maggiori clienti, un’azienda del nord Europa, che ci ha sottolineato l’importanza di avviare un percorso di certificazione”. Da lì un percorso, iniziato a metà 2011 che ha portato la Cominotto ad ottenere anche il certificato PEFC per la Catena di Custodia. “La nostra scelta è stata il naturale completamento di un percorso iniziato selezionando a monte le foreste dalle quali proviene il legname che trattiamo in azienda”.
L’aspetto paradossale sta però nel fatto che l’attenzione al tema della sostenibilità forestale è molto più diffuso lungo la catena della filiera legno piuttosto che tra i clienti finali. Una mancanza che rischia di mandare in fumo gli sforzi di tanti imprenditori che cercano di coniugare margini economici e tutela ambientale. “Purtroppo, anche se il materiale certificato rappresenta oggi il 70% di quello attualmente immagazzinato, esso attualmente copre solo il 10% del nostro fatturato” spiega Daniele Cominotto “anche se sicuramente aumenteranno le richieste future, aumentando la sensibilità verso l’ambiente e i prodotti certificati”.
Accanto agli investimenti in sostenibilità, molta attenzione è stata poi data al tema della qualità, fin dalla stagionatura, arrivando alla fase di essicazione della materia prima. “I nostri essiccatoi– spiega Daniele Cominotto – sono gestiti da un sistema computerizzato. Un software regola e sorveglia le diverse fasi dell’essicazione per ottenere un prodotto di alta qualità in termini di colore e umidità finale, calibrando i parametri a seconda dell’essenza e dell’umidità desiderata. Particolare attenzione viene posta per preservare il colore dei legni chiari, dalla cura durante la fase di stagionatura, fino all’utilizzo di speciali listelli a spirale per evitare il formarsi della tradizionale macchiatura”. Una preoccupazione figlia della consapevolezza che, a lungo andare, solo innovazione e riduzione degli impatti ambientali possono garantire il futuro delle aziende made in Italy. Ulteriori informazioni disponibili suwww.cominottolegnami.it.

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