La gestione forestale sostenibile sugli altari del “Made in Italy” che vince

di Martina Valentini

La buona notizia per il nostro territorio arriva da un libro-inchiesta di recente uscita: “Fatti in Italia”, scritto da due giornalisti (Emanuele Isonio ed Elisabetta Tramonto) e pubblicato dalla Società Cooperativa Editoriale Etica. Ventiquattro capitoli per fotografare lo stato di salute delle più importanti filiere produttive tricolore. Alimentari e non. Ma anche un modo per puntare i riflettori sui migliori esempi di chi, pur nella crisi economica, è riuscito a costruire una filiera produttiva sana, migliorando il proprio posizionamento sul mercato e aumentando il valore di quanto prodotto.
Tra queste best practice, figura anche la Provincia Autonoma di Trento. Citato espressamente come caso virtuoso, quando gli autori hanno parlato di melicoltura e gestione forestale. In un intero capitolo, infatti, viene affrontato il tema della filiera bosco-legno. Un settore spesso sottovalutato a livello nazionale. Tanto da assistere al paradosso per cui, nonostante i boschi italiani siano raddoppiati negli ultimi 70 anni, le industrie del settore usano per l’80% legno importato. Una debacle dalla quale si salvano in pochi. Tra di essi, chi ha scelto la via della gestione sostenibile, connessa a filo doppio con la scelta di farsi certificare seguendo uno dei due standard internazionali (PEFC o FSC). E il Trentino – ricordano gli autori del libro – è in questo senso capofila assoluto, con l’85% di boschi certificati secondo lo schema PEFC. Ma per valorizzare il legno prodotto, la certificazione da sola non basta. Occorre organizzare appuntamenti in cui gli acquirenti possano venire a contatto con i produttori e acquistare legno di alta qualità in modo semplice e diretto. Tra le best practice citate nelle pagine di “FATTI IN ITALIA”, le aste organizzate dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla locale Camera di commercio, mutuando analoghe iniziative svolte in Germania, nelle quali viene venduto il legname di pregio attraverso un’asta unica. «In questo modo – spiega Francesco Dellagiacoma, funzionario forestale della Provincia – semplifichiamo la vita degli acquirenti, pubblicizziamo le eccellenze della produzione forestale locale e al tempo stesso assicuriamo una tutela attiva del territorio». Il successo dell’iniziativa è tutta nei numeri. All’ultima asta è stato venduto il 95% del legno, con un rialzo medio del 25% rispetto al prezzo base, con punte del 50% nel caso del larice e del pino cembro. Completamente esauriti i lotti di abete rosso di risonanza «Questa è un’opportunità preziosa per valorizzare adeguatamente il nostro patrimonio boschivo, creando consapevolezza rispetto ai valori in gioco – economici, sociali ed ambientali – e rispetto alla necessità di continuare ad assicurare una gestione attiva e sostenibile dei boschi e del territorio» commenta Romano Masè, dirigente generale del Dipartimento territorio, agricoltura, ambiente e foreste della Provincia Autonoma di Trento. «In Trentino abbiamo più di 300mila ettari di bosco, con una massa legnoso complessiva che supera i 50 milioni di metri cubi che si accresce ogni anno di circa un milione di metri cubi. Di questi, ad oggi, ne vengono utilizzati circa 500mila che forniscono un contributo importante alla locale filiera del legno».
Per maggiori informazioni su “Fatti in Italia” : www.valori.it

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