Siamo Foresta La mostra che ripensa il rapporto uomo/natura

Condividi

Nella nostra newsletter, abbiamo spesso affrontato, con esempi concreti, il rapporto da riscoprire tra uomo e foresta, osservando come questi ecosistemi siano fondamentali per la nostra vita e di come sia necessario ripensare il ruolo dell’uomo all’interno dell’universo dei viventi, in più consapevole.

Dal 22 giugno in Triennale a Milano c’è una mostra, “Siamo Foresta” che analizza proprio queste tematiche. Curata dall’antropologo Bruce Albert e dal direttore generale artistico della Fondation Cartier, Hervé Chandès, l’esposizione include le opere di 27 artisti, per lo più latinoamericani e molti dei quali appartenenti a comunità indigene. 

Come riportano i curatori della mostra, si tratta di una “difesa collettiva” dell’ecosistema della foresta, dal quale dipende la sopravvivenza dell’uomo e di tutti gli esseri viventi.

La mostra porta nel cuore di Milano un’importante visione alternativa di convivenza con la natura, oggi più che mai urgente, proveniente dalle società indigene. “Per loro, le comunità umane e non umane costituiscono un complesso multiverso di popoli che convivono, su un piano di uguaglianza all’interno di una stessa entità vasta e vivente, la ‘terra-foresta-mondo’”, spiega Bruce Albert. Così, natura e cultura si fondono: la foresta non è più uno spazio estraneo alla città, ma il luogo in cui si celebra l’incontro tra le diversità.

Spiega ancora Albert: “’Siamo Foresta, trae la sua ispirazione da una comune visione estetica e politica del bosco come multiverso egualitario di popoli viventi, umani e non umani e come tale offre una vibrante allegoria di un mondo possibile al di là del nostro antropocentrismo. Fin dalle sue origini, la tradizione occidentale ha diviso e gerarchizzato gli esseri viventi secondo una scala di valori di cui l’essere umano costituisce l’apice. Questa supremazia dell’umano ci ha progressivamente allontanati dal resto del mondo vivente, aprendo così la strada a tutti gli abusi di cui la distruzione della biodiversità e la catastrofe climatica contemporanea sono il risultato”.

A sottolineare le connessioni emotive, le affinità stilistiche e concettuali tra le opere selezionate, gli artisti sono tra loro idealmente collegati anche attraverso le soluzioni scenografiche orchestrate da Luiz Zerbini. L’artista ha concepito infatti un progetto espositivo continuo che abbraccia tutte le opere e permette alla foresta, con i suoi elementi e ritmo vitale, di fare il proprio ingresso nelle sale di Triennale Milano.
 
Da una parte, la foresta non è più uno spazio estraneo alla città e alla cultura, ma il luogo in cui si celebra l’incontro tra le culture: siamo Foresta è un grido di rivendicazione di artisti che pensano l’unità del pianeta attraverso l’idea di foresta. Dall’altra parte, è attraverso l’arte che diverse culture possono dialogare e trasformarsi reciprocamente. Lo spazio espositivo diventa quindi il luogo in cui le arti indicano la strada per ripensare diversamente il pianeta e il suo futuro.

Segnaliamo inoltre che da sabato 1° luglio a domenica 10 settembre 2023, Triennale Milano propone delle visite guidate alla mostra: ogni sabato alle ore 18.30 in italiano e ogni domenica alle ore 12 in inglese.

Alessio Mingoli

Laureato in Comunicazione di Massa, collabora con Eco delle Foreste dal 2019.

Alessio Mingoli

Alessio Mingoli

Laureato in Comunicazione di Massa, collabora con Eco delle Foreste dal 2019.

Ultime notizie