Vaia: Lacrime di resina per ricordare e ripartire

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Sono passati ormai quattro anni dal disastroso evento climatico che ha sconvolto le aree forestali dell’arco alpino abbattendo milioni di alberi. Tra le zone più colpite, c’era sicuramente il Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, dove i dorsi delle montagne trentine recano chiaramente visibili i segni del passaggio della tempesta Vaia.  Gli abitanti del luogo però non si sono persi d’animo ed immediatamente si sono messi all’opera per rimuovere, per quanto possibile i tronchi abbattuti, per ripristinare le aree colpite e per mettere in piedi iniziative atte a sostenere tramite risorse umane ed economiche la rinascita del luogo. Oggi parliamo di un’iniziativa messa in campo poco dopo la tempesta Vaia, da artisti locali uniti, chiamata “Lacrime di Resina”. Il progetto consiste a tutt’oggi nel conservare e testimoniare la memoria di Vaia attraverso la realizzazione di opere d’arte ispirate al tema della natura che sono esposte nei centri storici del comprensorio di Fiera di Primiero e San Martino di Castrozza (Tn).
Ecco dunque, che si possono ammirare pezzi di tronco tornati in piedi, nelle più disparate forme. Sculture “vive” a sottolineare come la forza di volontà di queste terre, le loro genti e foreste siano ancora forti. Il progetto Lacrime di Resina è servito anche per raccogliere fondi utilizzati per ripristinare un’area della Val Canali accessibile a piedi dal fondovalle che era stata bloccata, oltre che per la fase di rimboschimento nelle tante aree rimaste prive di alberi. Questa iniziativa artistica, svolta anche in collaborazione con le scuole locali, ha avuto anche l’obiettivo di sensibilizzare i più giovani affinché si impegnassero direttamente già a partire dalla tenera età nella salvaguardia del patrimonio boschivo che li circonda. Saranno proprio i ragazzi a godere tra qualche decennio i frutti di questa rinascita, e saranno loro a dover preservare il nuovo patrimonio boschivo.

Questo progetto si inserisce in un quadro di tantissime iniziative a tema, che tutte insieme stanno dando grande forza e fermento alla rinascita di quest’area ed abbiamo osservato come spesso vadano a braccetto proprio con l’arte. Non ci abitueremo mai ad osservare come da quegli alberi schiantati a terra dalla furia del vento, possa nascere bellezza, cultura, e consapevolezza collettiva.

Vi invitiamo quindi a visitare i luoghi citati questo inverno (alcuni dei quali anche certificati PEFC), sia per vedere di persona le sculture, sia per sostenere le aree colpite dalla tempesta e vivere a contatto con una natura potente e bellissima.

Alessio Mingoli

Alessio Mingoli

Laureato in Comunicazione di Massa, collabora con Eco delle Foreste dal 2019.

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