Due anni da Vaia. Il lavoro extra-ordinario nei boschi del Nord-Est

Di Luca Rossi   

Ad ottobre 2018 la quiete e la lentezza dei boschi alpini sono state sconquassate da tanta pioggia, troppa, e da venti veloci con punte di oltre i 200 km/h. La tempesta Vaia ha abbattuto nel Nord-Est Italia 9 milioni di metri cubi di legname, anche questi decisamente troppi anche per le prossime 5-7 stagioni silvane.
A due anni di distanza molto è stato fatto, ma molto c’è ancora da fare. Proviamo a vedere un bilancio sintetico.
In Friuli Venezia Giulia, il quantitativo di legname abbattuto ammonta a 800mila metri cubi, di cui per il momento ne sono stati esboscati 416mila, il 52%.
In Veneto, dove i metri cubi abbattuti sono stati 2,6 milioni, ne sono stati venduti quasi 1,7 milioni (63%) ed effettivamente esboscati 650mila, il 25%.
Le percentuali più elevate di legname recuperato si rilevano in provincia di Bolzano, dove degli 1,5 milioni ne sono stati esboscati 1,2, l’80%, e in provincia di Trento, dove a fronte di un quantitativo impressionante di legno abbattuto, più di 4 milioni di metri cubi, 2,5 milioni sono stati venduti e quasi 2 milioni, il 48%, è stato esboscato.
Non ci sono invece per il momento dati ufficiali sulla situazione degli esboschi in Lombardia, regione anch’essa colpita dalla tempesta, in cui si sono registrati 240mila metri cubi abbattuti, e la percentuale di esbosco stimata sembra aggirarsi sul 30%.

Addentrandoci in bosco e analizzando, oltre al grande lavoro svolto per l’esbosco, anche quanto ci sia ancora da fare e le problematiche ancora da risolvere, un particolare approfondimento va fatto sulla situazione del BostricoIps typographus, e dei problemi a questo collegati. Questo insetto infatti attacca e si riproduce nel legno di alberi deperienti di conifere, in particolar modo di abete rosso, cadute o danneggiate. Nel momento in cui però l’infestazione diventa corposa, come nel caso della tempesta Vaia, il pericolo si presenta anche per le piante sane, con il rischio di distruzione di ulteriori porzioni di foresta.

Proprio per questo è stata impostata una campagna di monitoraggio. “In Trentino nel corso dell’estate 2020 – ci aggiorna Valentino Gottardi, agente forestale della Provincia Autonoma di Trento – la densità di questo scolitide è cresciuta fortemente. Ben più del 50% delle trappole ha superato la soglia epidemica. Inoltre, a differenza dell’estate 2019, l’insetto dimostra di aumentare la propria presenza soprattutto nelle aree maggiormente colpite dagli schianti. Le catture medie per provincia (15.420) sono quasi cinque volte maggiori di quelle dell’intera stagione 2019 e a livello di singoli Distretti forestali la situazione è anche più grave. I danni da bostrico sono diffusi soprattutto alle quote più basse, ma anche in quota sono apparsi i primi focolai”.
È quindi fondamentale ultimare quanto prima tutte le operazioni di esbosco del legno abbattuto.

PEFC Italia in questi due anni si è mosso su diversi fronti per supportare l’economia delle aree colpite e la gestione oculata e strategica di un ripristino coerente e sostenibile delle aree boscate.
In particolare la Filiera Solidale, che promuove e facilita l’acquisto a un prezzo “equo” di legname proveniente dagli schianti della tempesta Vaia, conta ad ottobre 2020 124aderenti. Concentrate in particolar modo, ovviamente, nelle regioni colpite dalla tempesta, le aziende, le proprietà forestali, e le organizzazioni operanti nel settore del legno che hanno aderito alla Filiera Solidale sono dislocate anche nel resto del territorio nazionale, a riprova della sensibilità dimostrata da queste e dall’interesse nel prendere parte ad una gestione sostenibile del territorio e solidale verso le popolazioni che lo abitano.

Al link https://filierasolidalepefc.it tutti i dettagli sul progetto e sulle attività realizzate, e le modalità per poter aderire alla filiera.

Autore dell'articolo: Redazione

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