Il mondo forestale e gli ecoreati: usiamo le nuove norme per incentivare le buone pratiche

Il PEFC Italia, insieme a Legambiente, lancia un appello alle industrie della filiera bosco-legno affinché nel settore si utilizzi l’approvazione della nuova norma sui reati ambientali (la legge 68/2015) per diffondere ancora di più le “best practice” e la gestione virtuosa del patrimonio boschivo promossa dalla certificazione forestale PEFC.

Milano, 9 maggio 2015 – “Il mondo della filiera forestale non può mostrarsi indifferente all’introduzione delle cinque nuove fattispecie di reato che puntano a difendere di più e meglio il nostro territorio. Deve anzi cogliere questa come un’opportunità per crescere e adottare politiche virtuose di contrasto a comportamenti criminali”. A lanciare l’appello è il PEFC Italia, lo schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile più diffuso al mondo, che, per bocca del suo segretario generale Antonio Brunori, invita le aziende che operano nel settore bosco-legno a cogliere l’occasione per introdurre iniziative virtuose di tutela del patrimonio boschivo.

Anche se i nuovi reati (disastro ambientale, inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività, omessa bonifica, controllo impedito), introdotti il 22 maggio scorso all’interno della legge 68, non sono pensate espressamente per boschi e foreste, è evidente l’impatto che esse possono avere sul tessuto produttivo che ruota attorno ad essi. “L’auspicio è che le buone pratiche adottate già dall’avanguardia più illuminata del settore – prosegue Brunori – vengano fatte proprie su larga scala dagli operatori della filiera. Questo produrrebbe vantaggi su più fronti: economico, perché aumenterebbe il valore aggiunto dei prodotti sul mercato, che soprattutto all’estero è molto sensibile al tema della sostenibilità delle produzioni; sociale, perché offrirebbe sbocchi occupazionali a molte comunità locali; ambientale, perché aiuterebbe a gestire in modo attivo vaste aree di territorio, riducendo i rischi di dissesto idrogeologico”. E in questo senso, la certificazione forestale può essere un valore aggiunto per far conoscere la propria scelta virtuosa.

Un’analisi condivisa anche da Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente: “Con l’approvazione del provvedimento sugli ecoreati abbiamo in mano uno strumento importante per debellare nel nostro Paese le illegalità ambientali e le ecomafie. Per quanto riguarda il settore forestale, questo provvedimento si affianca alla normativa europea sul contrasto del legno illegale, la Timber Regulation: queste norme e le azioni volontarie di chi ottiene le certificazioni forestali sono una garanzia per veder minimizzato il rischio della distruzione di tanti ecosistemi forestali a causa della illegalità e l’azione del crimine organizzato”.

Redazione

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