L’azienda del Mese – Legnolandia, la strategia “win-win” che fa vincere imprese e territorio

Le Dolomiti friulane, patrimonio Unesco, ospitano un’eccellenza nel settore dei materiali per biocostruzioni e arredo urbano. Una quarantina di dipendenti, quasi due secoli di storia e una strategia per il futuro: usare solo legno locale e certificato per garantire occupazione e tutela contro il dissesto idrogeologico.

di Martina Valentini

In Italia a un imprenditore non basta avere un’idea di business bella e lungimirante. Deve anche avere la forza di combattere contro la filosofia tuttora radicata della concorrenza a basso costo, la tenacia di convincere le amministrazioni pubbliche a premiare chi fa impresa in modo socialmente responsabile ed ecologicamente sostenibile, la passione per far capire ai cittadini-consumatori i vantaggi di scommettere sul proprio territorio. Comprensibile che molti mollino la presa. Degni di nota quelli che non lo fanno. E che, nonostante tutto, vanno avanti per la loro strada. Consapevoli delle difficoltà ma, ancor di più, della bontà della propria scelta.

Qualcosa di simile è avvenuto a Legnolandia. Nome che evoca qualche bel paese incantato nei boschi ma che identifica anche un’azienda storica che opera nel settore da quasi due secoli. Radici ultrecentenarie affondate nell’alto Friuli (precisamente nel Parco delle Dolomiti friulane, inserite dall’Unesco fra i Patrimoni dell’Umanità) e sviluppate fino a dedicarsi, da ormai trent’anni, nella produzione di case in legno, giochi per parchi, strutture per giardini e arredo urbano.

La peculiarità dell’approccio sta tutta nella filosofia che l’azienda vuole portare avanti: ridurre il proprio impatto ambientale investendo sul risparmio energetico e lavorando alla costruzione di una filiera corta per approvvigionarsi della materia prima necessaria alle sue produzioni, tutto certificato per la sua origine legale e sostenibile con lo standard PEFC. “Consumare meno energia è al tempo stesso un dovere etico e un vantaggio economico” spiega il presidente di Legnolandia, Marino De Santa. “Per questo usiamo macchinari con inverter ad alta efficienza, abbiamo una centrale termica che usa gli scarti in legno del nostro sito produttivo e ci riforniamo esclusivamente da fonti idroelettriche”.

E per costruire le loro strutture prefabbricate, il legno proviene esclusivamente dai boschi carnici, a una manciata di chilometri dall’azienda e certificate secondo lo standard Pefc. “I prelievi di legno sono controllati in modo scrupoloso perchè i boschi sono certificati PEFC e con la nostra scelta possiamo fare la differenza rispetto ai produttori che utilizzano legname trasportato su gomma da altri Paesi lontani” osserva De Santa.

Una strategia vincente non solo per l’azienda (i suoi prodotti per l’arredo urbano sono stati forniti a mezza Europa, da Barcellona a Vienna, da Odessa a Lisbona, da Kiev a Copenaghen). Ma anche per il territorio. “Rifornirci dai nostri boschi certificati significa garantire un’opportunità di occupazione per i nostri giovani, reddito per le nostre famiglie e tutela delle nostre valli dal dissesto idrogeologico”.

Merito del tipo di albero scelto: l’abete bianco. Noto fin dall’antichità per le sue proprietà curative (la sua resina è usata negli infusi per curare le malattie respiratorie) e quindi perfettamente adatto per essere usato nelle strutture in legno delle abitazioni. Ma anche grande alleato del territorio, visto che le sue radici, penetrando in profondità nel terreno, garantiscono sostegno alle scarpate e ai pendii scoscese delle montagne.

Un modello imprenditoriale virtuoso, etico e vantaggioso per la collettività, che i vertici di Legnolandia stanno cercando di diffondere anche ad altri anelli della filiera bosco-legno friulana: “la filiera è una catena. Basta perdere un anello, che salterebbero tutti gli altri” spiega De Santa. “Per questo stiamo costruendo un progetto di filiera corta e certificata che contiamo di avviare entro quest’anno”.

A mettere (almeno un po’) i bastoni fra le ruote verso un futuro di successo, il disinteresse che ancora aleggia tra i consumatori e pubbliche amministrazioni, locali e centrali, che non premiano le aziende che fanno scelte di sostenibilità: “Se Comuni, Regioni, enti pubblici non si decideranno di applicare i criteri per gli acquisti verdi, riconoscendo punti in più alle imprese virtuose finiranno per svilire chi ha scelto questa strada e, paradossalmente, premierà chi invece si disinteressa dei propri impatti ambientali”.

Decisamente facile, in un simile contesto, decidere di tornare indietro. Ma a Legnolandia, per fortuna, sono convinti della scelta fatta. “Nessuno mai ci persuaderà a cambiar strada” assicura De Santa. “L’aumento della popolazione mondiale imporrà a modificare il nostro modello di sviluppo. È una cosa della quale tutti dovremo convincerci. Tanto vale iniziare ora”.

Per informazioni
Legnolandia S.r.l.
Via Nazionale, 280 – 33024 Forni di Sopra (UD)
Telefono: 0433.88307
Fax: 0433.88551
info@legnolandia.com
http://www.legnolandia.com

Redazione

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