Natura, boschi e sostenibilità secondo Susanna Tamaro

La scrittrice friulana parla del suo nuovo libro “Il grande albero” (Salani Editore) e del suo amore per le foreste: “Un enorme laboratorio di scienze naturali pieno di lezioni da imparare”.

Perugia, 14 marzo 2011 – Per diffondere le buone pratiche e le scelte di sostenibilità ambientale, l’esempio degli opinion maker è essenziale per orientare i consumatori e il mercato. Susanna Tamaro, scrittrice friulana celebre per il best seller “Va’ dove ti porta il cuore” (14 milioni di copie vendute in tutto il mondo), ha scelto di far stampare il suo nuovo libro “Il grande albero”, edito da Salani Editore, prodotta usando fibre di cellulosa da foreste gestite in modo sostenibile. E racconta, in questa piacevole conversazione, i motivi della sua scelta, il suo rapporto con gli elementi naturali, le origini della sua passione per i boschi.

L’amore per le foreste di cui lei parla nel Suo libro nasce da un sentimento personale o dal fatto che Lei è nata in una regione (il Friuli Venezia Giulia) dove la gestione forestale è sempre stato un tema sentito?

Susanna Tamaro: Sono nata a Trieste, quindi in una città di mare, ma ho sempre prediletto la montagna e il clima montano come mio vero spirito. L’amore per le foreste nasce dalla passione per le scienze naturali, tanto che desidererei una laurea, non in lettere, ma in scienze naturali (honoris causae, perché non mi sono mai laureata)! Il mio grande interesse sono sempre stati la Natura, gli animali, le foreste, l’osservazione dei fenomeni naturali. Ho tutt’ora una forte passione  per  i boschi:  li osservo come un enorme laboratorio di scienze naturali  pieno di lezioni da imparare.

Da 20 anni vivo in campagna in Umbria, piantando alberi e seguendoli nella crescita; si imparano molte cose direttamente sul campo.

Quindi si tratta di un amore legato al sentimento, prima nasce accademico e poi diventa viscerale, emotivo.

Tamaro: Vedere la complessità … osservare una realtà viva come il bosco che –  per chi sa vedere – ogni volta è un’avventura; occuparsi direttamente del bosco, sottraendolo all’incuria dell’abbandono, è un’esperienza straordinaria. La cultura delle foreste è stata un po’ lasciata andare, non si fanno più i tagli del bosco con regolarità, e invece proprio il taglio, che oggi viene visto come un problema, è necessario e indispensabile, soprattutto perché la maggior parte dei nostri boschi in Italia non è più naturale, sono stati piantati dall’uomo, e  ha bisogno di cure.

Il libro è stato stampato su carta certificata per la sua origine sostenibile; questo denota una certa sensibilità verso i temi ambientali e promuove la gestione attiva della natura rispettandola e rendendoci protagonisti. Sono queste le motivazioni che la hanno convinta ad utilizzare questo mezzo sostenibile?

Tamaro: La gente dovrebbe sapere che se si tagliano alberi per fare spazio ai più giovani o a specie più adatte all’ambiente si fa solo del bene.

C’è molto sentimentalismo e ignoranza sui meccanismi naturali; anche l’abbattimento di certi animali, come accade per la selezione naturale, è spesso necessaria perché il mondo cambia e non si possono lasciar proliferare in maniera esponenziale, anche se sembra un atto di violenza e crudeltà. Allo stesso modo dovrebbe essere chiaro che tagliare gli alberi in modo corretto è necessario per la salvaguardia dei boschi.

Perché nel suo libro richiama l’episodio di un Papa (che a noi ricorda Wojtyla) con lo scoiattolo?

Tamaro: Perché il Papa amava i boschi, andava spesso a camminare in montagna. Il richiamo è dovuto al fatto che Wojtyla amava particolarmente la natura, la montagna, i boschi. La Chiesa solitamente è abbastanza carente su questo lato e invece lui aveva una passione per questi posti.

Pensa che il libro sarà apprezzato dai bambini e dai giovani lettori?

Tamaro: Reputo che sia un’avventura “immergersi” nella vita di un albero e raccontare il bosco. Penso che i bambini di oggi siano stimolati da cose straordinarie, ma apparentemente non sono interessati alle scienze, invece è il contrario. I bambini vanno pazzi per la natura!

Redazione

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