Qualità e sostenibilità salveranno il Made in Italy

Qualità e sostenibilità salveranno il Made in Italy
Da oltre mezzo secolo il gruppo Margaritelli gestisce la produzione del legno per i propri prodotti in modo da non danneggiare il futuro delle foreste. Una lezione imparata in Francia. E comunicata al pubblico attraverso la scelta di certificarsi Pefc.

Coniugare profitti e attenzione alla sostenibità ambientale è possibile anche in un grande gruppo industriale da quasi mille addetti e 170 milioni di fatturato. Un esempio viene da Perugia, da dove si snodano le attività del gruppo Margaritelli. Dietro a quel nome, una famiglia che fin dal 1870 è nel settore industriale e, da oltre cento anni – dal 1904 per la precisione – ha sposato la strada delle lavorazioni forestali. Dando vita a un prodotto, molto noto tra chi ama i pavimenti in legno: il Listone Giordano.«Un’azienda che voglia farsi portatrice dei veri valori del Made in Italy, del nostro stile di vita, della bellezza e della genialità, non credo possa far altro che puntare sulle qualità “intangibili” di un prodotto: l’origine delle materie prime utilizzate, la responsabilità sociale verso il territorio, l’etica di impresa, il rispetto della salute dei clienti». In un panorama industriale italiano in cui troppo spesso le migliori peculiarità del savoir faire nostrano vengono derubricate a ostacoli, è inusuale sentire un’analisi simile da parte di chi è al vertice di un’azienda.
Andrea Margaritelli, che nel gruppo si occupa della rete di vendita (630 punti vendita in 30 Paesi), fa eccezione.
In effetti, è dagli anni ‘60 che, nella scelta del legno, il gruppo ha seguito la via delle coltivazioni sostenibili. «Da mezzo secolo – spiega Margaritelli – abbiamo uno stabilimento in Borgogna, nel
quale ci occupiamo di tutte le fasi della lavorazione del legno. Dalla gestione delle foreste di rovere alla trasformazione del prodotto». Una gestione virtuosa aiutata da una tradizione di coltivazione forestale responsabile che in Francia è molto radicata. Tanto che, Oltralpe, 14 milioni di ettari di superficie forestale (il 25% dell’intero territorio francese) sono certificati per la loro gestione
sostenibile secondo i criteri individuati dal Pefc.
Ottenere la certificazione della propria “filiera del legno” è stato un passaggio naturale per il gruppo: «Noi siamo tra i soci fondatori del Pefc in Italia», rivela Margaritelli. «E’ stato un modo per porre un sigillo di un processo che noi abbiamo avviato e sul quale abbiamo creduto fin da quandole certificazioni ancora non esistevano».
Ma è stato anche un modo per trasmettere ai clienti finali i valori dell’azienda: «Noi siamo i primi ad avere a cuore che le materie prime essenziali per i nostri prodotti non si depauperino. Però dobbiamo fare in modo che anche il pubblico capisca l’importanza di questi temi. Saper comunicare questa nostra scelta è importante tanto quanto la scelta stessa. La qualità deve essere una prerogativa essenziale per chi opera in Italia e in Europa.
Anche perché aggiungere qualità non significa per forza rendere insostenibile economicamente
un’attività».
Non a caso, la quantità di legni certificati usati dal gruppo – non solo per il Listone Giordano ma anche per i guard rail che vengono collocati sulle strade – si sta ampliando notevolmente ed è un modo per estendere la gestione sostenibile anche Oltreoceano. In Sud America, ad esempio, ilgruppo ha individuato due bacini – in Bolivia e in Argentina – nei quali vengono replicati gli standard di coltivazione forestale positiva che da decenni vengono adottati in Francia. La certificazione sta approdando anche lì. Il legame tra Made in Italy e qualità per vincere nel mondo sembra irreversibile.

Ultimo aggiornamento 31 Agosto 2011

Redazione

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