Incrementare la biodiversità forestale per rafforzare la bioeconomia

Di Antonio Nicoletti

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette e Biodiversità di Legambiente, affronta l’importante tema dell’equilibrio tra gestione forestale e conservazione della sua biodiversità, con un occhio alla bioeconomia, temi della conferenza che Legambiente propone annualmente per stimolare la creazione di una strategia forestale nazionale che abbia la gestione forestale sostenibile come obiettivo finale

I boschi d’Italia sono i custodi di un patrimonio ambientale e culturale immenso per il nostro Paese e per il Pianeta, poiché ospitano una importante variabilità di comunità forestali alle quali si associa una componente floristica e faunistica tra le più ricche a livello europeo: la flora forestale italiana, infatti, è stimata in 61 famiglie, 133 generi, 469 specie. Le attività selvicolturali, nel tempo hanno modellato e modificato la struttura, la composizione, la complessità e la diversità degli ecosistemi forestali, assecondando e accelerando la naturale evoluzione dei popolamenti trattati, e in alcuni casi proponendo anche nuovi equilibri ecologici. 
I boschi del nostro Paese sono tra i più ricchi di biodiversità in Europa perché, fin dagli anni ’70, le migliori foreste sono oggetto di protezione poiché, a differenza del resto d’Europa in cui mediamente la superfice forestale sottoposta a vincoli ambientali è del 21% (Francia 17%, Germania 24%) in Italia il 27,5% (circa 2,8 milioni di ettari) della superfice forestale presenta vincoli di tipo naturalistico, e in Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia più del 50%.
La ricchezza delle nostre foreste è il risultato di profonde trasformazioni territoriali e socio economiche avvenute nel corso dei secoli ma, all’aumento dei valori ecologici e sociali attribuiti ai boschi italiani, si contrappone una carenza di consapevolezza culturale e un abbandono colturale che li espone a sempre più frequenti eventi di disturbo (anche estremi come testimonia la tempesta Vaia) che possono comprometterne la funzionalità e il controllo dei fenomeni di dissesto idrogeologico. 
A fronte di questi numeri, però, negli ultimi 50 anni nel nostro Paese sono mancate adeguate strategie per frenare lo spopolamento delle aree interne e montane, si sono perse economie basate sulle filiere boschive locali, è mancata una strategia forestale nazionale finalizzata a migliorare il paesaggio e la qualità del bosco per garantire una più efficace protezione del suolo, di tutela del territorio e di politiche efficaci per ridurre gli effetti del riscaldamento globale.
Sebbene il 27,5% delle foreste sia già tutelato, è necessario continuare a favorire l’evoluzione naturale del bosco e andare oltre questa percentuale. In particolare devono aumentare i boschi vetusti, hot spot di biodiversità forestale, che devono fungere da modelli gestionali per tutte le nostre foreste a partire da quelle presenti nelle aree protette e nei siti Natura 2000. Queste riflessioni, unite al tema della gestione attiva delle altre risorse forestali per contrastare l’abbandono e rafforzare la bioeconomia del nostro Paese sono ben rappresentate nel Report del secondo Forum nazionale sulla bioeconomia delle foreste, di cui proponiamo l’intero testo in pdf. Siamo convinti di avere un ruolo come Organizzazione ambientalista nel contribuire a migliorare la conoscenza del nostro patrimonio forestale e ad aumentare la consapevolezza che una buona gestione di questa importante infrastruttura verde può incidere in maniera significativa sulla qualità della nostra vita e rendere più sostenibile l’economia. 
Per questo oggi più che mai è fondamentale definire una strategia forestale nazionale che metta al centro la definizione di piani di adattamento ai cambiamenti climatici a medio-lungo termine e interventi incisivi di mitigazione, in grado di migliorare la biodiversità e favorire una diversa “struttura” delle foreste per rispondere agli effetti climatici che sollecitano gli habitat forestali. Ma per far ciò è importante anche puntare su una gestione e una pianificazione forestale sempre più sostenibile e responsabile, che venga poi valorizzata e comunicata attraverso la certificazione forestale. 
Il link al Report Foreste 2019, con dentro le 10 proposte di Legambiente sulla gestione delle foreste italiane è qui: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/Report-Foreste-2019.pdf.

Autore dell'articolo: Redazione

Per contattare la redazione Eco delle Foreste press@pefc.it